SULMONA, IL “PONTE FANTASMA” DI VIA GORIZIA: 14 ANNI DI DEGRADO E 600MILA EURO AL VENTO
Tonnellate di ferraglia arrugginita, sacchi di cemento ormai pietrificati, cumuli di sabbia e persino una ruspa abbandonata che sembra osservare, immobile, il passare delle stagioni. Non ĆØ lo scenario di un film post-apocalittico, ma la fotografia attuale dellāincrocio tra via Cavate e via Stazione Introdacqua, a pochi metri dal cartello che accoglie i turisti celebrando Sulmona come “CittĆ dāArte”.

Il “Ponte Fantasma” di via Gorizia torna al centro delle polemiche per voce di Mario Pizzola, portavoce del coordinamento “Per il Clima, Fuori dal Fossile”, che definisce lāarea un monumento allāincapacitĆ amministrativa degli ultimi quattordici anni.
La storia inizia nel 2012 sotto la giunta guidata da Fabio Federico. Il progetto originale prevedeva una strada di collegamento tra via Stazione Introdacqua e via Freda, passando per via Gorizia. Unāopera ambiziosa che si ĆØ però scontrata quasi subito con la realtĆ : il vincolo storico su Villa Orsini, la dura opposizione dei residenti e lāintervento della Procura della Repubblica, che portò al primo stop dei lavori.
Da allora, ĆØ stato un valzer di tentativi falliti:
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Giunta Ranalli e Commissario: Tentativi di salvare il finanziamento regionale da un milione di euro, finiti nel nulla.
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Giunta Casini: Ridimensionamento del progetto. Addio al ponte, spazio a un belvedere e una pista ciclabile. Risultato? Lavori nuovamente sospesi.
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Giunta Di Piero: Nel giugno 2024 arriva la rescissione del contratto con la ditta appaltatrice.
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Il bilancio finale ĆØ impietoso: 600 mila euro di denaro pubblico spesi per un’opera che non esiste, mentre il cantiere ĆØ diventato una ferita aperta nel paesaggio urbano.
Nonostante lāinsediamento della nuova amministrazione guidata da Luca Tirabassi risalga a nove mesi fa, nulla sembra essere cambiato. Pizzola denuncia non solo lo spreco economico, ma una vera e propria violazione delle norme ambientali, aggravata dal fatto che i rifiuti di cantiere giacciono su suolo comunale.
“La permanenza di questi materiali si configura come una aperta violazione delle norme che tutelano lāintegritĆ ambientale ā si legge nella nota del coordinamento ā. Ć lo spettacolo dellāabbandono a due passi dalle bellezze della nostra cittĆ .”
Il coordinamento ha inviato una lettera formale al Sindaco Tirabassi chiedendo la bonifica immediata dell’area e il ripristino dello stato dei luoghi. La richiesta ĆØ chiara: se il Comune non ha un progetto per finire l’opera, deve almeno restituire decoro e sicurezza alla zona.
La pazienza degli attivisti sembra essere arrivata al limite. Il comunicato si chiude con un avvertimento diretto: in assenza di provvedimenti rapidi da parte del Comune, il caso verrĆ portato allāattenzione delle autoritĆ competenti.
Resta da capire se l’attuale amministrazione riuscirĆ a spezzare la “maledizione” di via Gorizia o se i binari dello spreco continueranno a essere l’unico biglietto da visita per chi entra in cittĆ .
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