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AREE INTERNE, LA SFIDA DELLA RINASCITA

Aree interne, la sfida della rinascita: Lombardo lancia gli Stati Generali per il nuovo equilibrio dell’Abruzzo

Le aree interne dell’Abruzzo – a partire dalla provincia dell’Aquila fino a coinvolgere anche le province di Chieti, Pescara e Teramo – stanno vivendo da anni una condizione complessa: spopolamento costante, invecchiamento della popolazione, carenza di servizi essenziali e disuguaglianze crescenti rispetto alle aree costiere più sviluppate.
In questo contesto si inserisce con forza e visione la proposta avanzata da Michele Lombardo, segretario regionale della UIL Abruzzo, durante l’assemblea territoriale dei delegati alla presenza delle rappresentanze provinciali di CGIL e CISL.
Una proposta forte, concreta e lungimirante
Lombardo non si limita a denunciare le criticità: propone con determinazione l’avvio di una grande discussione pubblica e strutturata tra parti sociali, istituzioni locali, Regione e Governo. Un confronto ampio e partecipato che metta al centro il riequilibrio della dicotomia tra aree costiere e aree interne, superando una frattura che negli anni si è progressivamente accentuata.
La sua è una proposta fortemente positiva perché:
punta alla coesione territoriale e sociale;
richiama alla responsabilità condivisa tutte le istituzioni;
valorizza il ruolo del sindacato come soggetto propositivo e non solo rivendicativo;
mette al centro le comunità locali, i lavoratori, i giovani e gli anziani.
Provincia dell’Aquila: simbolo e priorità
La provincia dell’Aquila rappresenta in modo emblematico le difficoltà delle aree interne: vastità del territorio, piccoli comuni montani, difficoltà nei collegamenti, servizi sanitari e scolastici da rafforzare, opportunità occupazionali limitate.
Ma rappresenta anche un enorme potenziale: patrimonio ambientale, culturale, turistico, filiere agroalimentari di qualità, possibilità di sviluppo legate alla transizione ecologica e digitale.
Avviare un processo virtuoso nelle zone più disagiate significa:
rafforzare i servizi sanitari territoriali;
garantire scuole e presidi pubblici nei piccoli comuni;
investire in infrastrutture materiali e digitali;
incentivare il lavoro stabile e di qualità;
sostenere imprese e giovani che scelgono di restare o tornare.
Una strategia per tutto l’Abruzzo
Il riequilibrio non riguarda solo l’Aquila, ma l’intero Abruzzo. Le aree interne delle province di Chieti, Pescara e Teramo vivono dinamiche simili: borghi che si svuotano, giovani che emigrano, servizi che arretrano.
La proposta di Lombardo va letta come un appello a costruire una visione regionale unitaria, capace di:
superare logiche frammentate;
integrare sviluppo costiero e sviluppo montano;
costruire una vera politica di coesione territoriale.
Dalla denuncia all’azione
L’idea degli “Stati Generali delle aree interne” può diventare il punto di partenza di un nuovo modello di sviluppo per l’Abruzzo. Non una semplice assemblea, ma un laboratorio permanente di confronto e progettazione.
Mettere fortemente in positivo la proposta di Lombardo significa riconoscere che:
il rilancio delle aree interne non è un costo, ma un investimento;
la lotta allo spopolamento è una priorità strategica;
la giustizia territoriale è condizione per la crescita dell’intera regione.
Se le istituzioni raccoglieranno questa sollecitazione, l’Abruzzo potrà trasformare una fragilità storica in una straordinaria occasione di rinascita, facendo delle sue aree interne non periferie dimenticate, ma protagoniste di un nuovo equilibrio economico e sociale.

Nicola Cieri, già dirigente Uil

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