COMUNALI PESCARA. CARLO COSTANTINI:”SULLA CULTURA ANNUNCI, MA RITARDI CLAMOROSI”
PESCARA – I ritardi clamorosi e giganteschi non consentono di rivendicare
meriti, ma imporrebbero di dare spiegazioni. Nella vita comune, in presenza di queste condizioni,
una persona sarebbe chiamata a giustificarsi. Qui, invece, assistiamo a un vanto continuo”. Lo
afferma il candidato sindaco di Pescara per il centrosinistra, Carlo Costantini, replicando agli
annunci del candidato sindaco del centrodestra in materia di cultura.
“Per quanto riguarda il teatro DāAnnunzio – sottolinea Costantini – un anno e mezzo fa era
stato annunciato che sarebbe stato riaperto nel 2026. Oggi siamo ancora nella fase di
approvazione del progetto esecutivo: questo dimostra che i ritardi sono clamorosi. Si sta privando
la cittĆ e il mondo culturale di uno spazio fondamentale e invece di assumersi la responsabilitĆ di
questi ritardi si continua a fare propaganda.
Sul Conservatorio Luisa DāAnnunzio – va avanti – le risorse sono disponibili da anni. Solo
ora, in piena campagna elettorale, assistiamo ad annunci in pompa magna. Anche in questo caso,
di fronte a ritardi così evidenti, sarebbe più corretto chiedere scusa alla città . Lo stesso vale per il
teatro Michetti si ĆØ arrivati soltanto ora alla firma del contratto con lāimpresa. Ma
lāamministrazione governa da sette anni e il teatro ĆØ ancora chiuso. Ć difficile comprendere dove
siano i meriti da rivendicare”.
“I pescaresi e la cultura di Pescara meritano rispetto. CāĆØ bisogno di programmazione,
competenza e tempi certi, non di annunci a ridosso delle elezioni. Troppo spesso la destra
confonde la cultura con lo spettacolo e con il semplice divertimento che, per una cittĆ come
Pescara, sono certamente importanti, ma rappresentano solo un aspetto di un tema molto più
ampio. Nei prossimi giorni – annuncia il candidato sindaco – illustreremo nel dettaglio il nostro
programma per rilanciare la cultura cittadina, restituire piena funzionalitĆ ai suoi spazi e
valorizzare davvero le energie culturali del territorio. Ć necessario affrontare il tema in modo serio,
strutturale e non banale, con una visione di lungo periodo che restituisca centralitĆ alla cultura
come infrastruttura permanente della cittĆ ”.



