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SULMONA, L’ISTITUTO OVIDIO TRA LE SEI SCUOLE ITALIANE SCELTE PER IL “VIAGGIO DEL RICORDO”

C’è un ponte invisibile che in questi giorni si tende tra i banchi di scuola di Sulmona e i sentieri aspri del confine orientale italiano. È il ponte della memoria che la delegazione di studenti e docenti del Polo Umanistico dell’Istituto Superiore “Ovidio” si appresta ad attraversare dal 24 al 27 febbraio prossimi.

L’istituto sulmonese è stato protagonista di un riconoscimento di eccezionale rilievo: è stato selezionato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tra le sole sei scuole in tutta Italia chiamate a partecipare al “Viaggio del Ricordo”. Si tratta di un’iniziativa di alto valore istituzionale che porterà i ragazzi a confrontarsi direttamente con le ferite della nostra storia recente, visitando luoghi simbolo come la Foiba di Basovizza e le città di Trieste, Fiume e Capodistria.

Questo prestigioso traguardo non nasce dal caso, ma è il frutto di un cammino di approfondimento che l’Istituto porta avanti con dedizione. Un legame con la storia del confine orientale che si è recentemente consolidato con un gesto di grande significato: il conferimento del “Premio Ovidio Giovani” a Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume a Roma e figura di riferimento per lo studio dell’esodo giuliano-dalmata.

Come spiegano dalla scuola, premiare Micich ha significato, per gli studenti, riconoscere il valore della testimonianza e della ricerca storica come strumenti di verità, ponendo le basi culturali per l’esperienza che si accingono a vivere.

Sotto il coordinamento della professoressa Gelanda Martorella, la scuola continua così a trasformare la didattica in un esercizio di civiltà. Camminare lungo i confini che hanno segnato il destino delle vittime delle foibe e degli esuli non è solo un atto di omaggio alla memoria, ma una vera lezione di cittadinanza attiva.

“L’intento profondo di questa esperienza – concludono dall’Istituto – è dimostrare che la cultura e la conoscenza sono gli unici anticorpi efficaci contro l’indifferenza, capaci di trasformare i giovani in testimoni consapevoli, pronti a costruire un futuro basato sul dialogo e sulla solidarietà.”

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