L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA: “L’ECCE HOMO” DI ANTONELLO DA MESSINA AL FORTE SPAGNOLO
L’AQUILA – “L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio. E quale può essere la residenza di Antonello da Messina quest’anno? Nell’anno che celebra la città come Capitale italiana della Cultura, non può che essere L’Aquila a ospitare al Forte Spagnolo questa straordinaria tavola che ritorna in Italia. Dopodiché l’Ecce Homo apparirà a Messina, a Firenze, a Roma, in tutti i più importanti musei italiani e in tutti quei luoghi in cui le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo a Saturnia al Forum in Masseria 2026 nel Panel “La cultura come motore di sviluppo: valorizzazione del patrimonio e crescita economica”.
Ecce Homo è il tema di una serie di dipinti realizzati da Antonello da Messina. L’espressione “Ecce Homo” (dal latino “Ecco l’Uomo”) proviene dal Vangelo di Giovanni (19:5) e indica le parole pronunciate da Ponzio Pilato quando presentò Gesù Cristo, flagellato e coronato di spine, alla folla che chiedeva la sua crocifissione.
Contesto storico e artistico
Antonello da Messina si formò a Messina e a Napoli, presso la corte aragonese di Alfonso d’Aragona, in un contesto aperto agli influssi della pittura francese e fiamminga[. L’artista assimilò tali stimoli e introdusse in Italia la tecnica ad olio, già diffusa nei Paesi Bassi. Durante la sua carriera unì la resa luministica e il dettaglio fiammingo alla spazialità e alla monumentalità della pittura italiana. La sua permanenza a Venezia (1475-1476) rappresentò un momento cruciale, influenzando la produzione di Giovanni Bellini e contribuendo alla definizione della cosiddetta “pittura tonale” veneta.



