CAPORALATO, L’INCHIESTA SI ALLARGA: CONTROLLI A TAPPETO IN TUTTA LA VALLE PELIGNA
Caporalato, controlli a tappeto in Valle Peligna: l’inchiesta si allarga
Non si ferma l’attività ispettiva sul territorio dopo il caso degli otto operai egiziani saliti il mese scorso sul tetto dell’ex struttura ricettiva “Lo Scoiattolo Nero” di Campo di Giove. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona sul presunto caporalato si estende ora a macchia d’olio in tutta la Valle Peligna.
Il Nucleo ispettorato del lavoro sta effettuando verifiche a tappeto nelle imprese tra Sulmona, Pratola Peligna, Campo di Giove e Vittorito. I controlli riguardano il rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, la formazione e l’addestramento dei dipendenti, ma soprattutto la regolarità dei contratti stipulati, con l’obiettivo di contrastare eventuali forme di sfruttamento.
L’indagine, spiegano fonti investigative, ha un doppio carattere: preventivo e repressivo. La vicenda degli otto operai – successivamente allontanati dalla Valle Peligna per una protesta ritenuta a sfondo estorsivo – avrebbe infatti fatto emergere ulteriori presunte irregolarità.
A sollevare nuove segnalazioni sono stati alcuni colleghi degli operai coinvolti, anche loro di nazionalità egiziana e in parte domiciliati nell’ex struttura del “Salvador” a Sulmona. Secondo quanto riferito, diversi lavoratori percepirebbero circa 800 euro al mese pur svolgendo mansioni superiori rispetto a quelle previste dai contratti.
Sul fenomeno è intervenuta anche l’associazione El Nour, guidata dall’imprenditore Samy El Nakhal, arrivato dall’Egitto a Sulmona nel 2001 e oggi radicato sul territorio con diverse attività. “Ci hanno segnalato diversi casi di operai sottopagati. Negli ultimi tempi la nostra associazione è diventata un ponte tra i lavoratori in difficoltà e le organizzazioni sindacali. Li abbiamo aiutati a confrontarsi con i sindacalisti per approfondire le singole situazioni”, spiega.
Forze dell’ordine e ispettorato del lavoro hanno quindi acceso un faro su una realtà che, secondo i primi riscontri, non sarebbe circoscritta a un singolo episodio. Le verifiche proseguiranno nelle prossime settimane per accertare eventuali responsabilità e garantire il rispetto delle tutele previste dalla legge.



ma io controllerei anche una casa famiglia in particolare gestita da un mediatore egiziano.