Cronaca L'AquilaCulturaIn-Evidenza L'Aquila

L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA. LA META’ DEI COMMERCIANTI SI ASPETTA RICADUTE POSITIVE

di Federica Farda 

L’AQUILA – Capitale italiana della cultura: oltre il 55% dei commercianti del centro storico aquilano si aspetta ricadute positive da questo evento che caratterizzerà il capoluogo abruzzese per tutto il 2026. È un dato del report realizzato dal Gran Sasso Science Institute tra i negozi entro le mura della città dell’Aquila che sarà presentato il 2 marzo prossimo. Ad anticiparlo la professoressa di Economia, Alessandra Faggian nel convegno organizzato da Fondazione Carispaq su “Economia e Cultura nel contesto socio economico della provincia dell’Aquila”. Se questa è un’aspettativa, la città, nel decennio precedente deve la sua economia al settore costruttivo e fornitura di acqua e gestione rifiuti. In particolare, in ambito nazionale nel 2012 e, in ordine invertito nel 2019 e 2023. Ballerina è, invece, la terza posizione: nel 2012 è stato appannaggio di alloggi e ristorazione, nel 2019 ha ceduto il passo a Istruzione, mentre nel 2023 a Estrazione minerali. “Un dato curioso questo – ha spiegato la professoressa – perché è pur vero che non sono state pressoché aperte nuove cave ma, quelle preesistenti di anni passati, sulla carta non risultano chiuse e quindi incide su altre regioni dove, invece, la situazione è stata aggiornata. Mi soffermerei anche sull’istruzione perché se è vero che nel 2023 è scomparsa dalla terza posizione quella offerta dal capoluogo aquilano è sempre superiore alle altre tre province abruzzesi. E, infine, da evidenziare che l’edilizia è scesa al secondo posto perché il numero delle imprese presenti nel territorio aquilano è diminuito, a vantaggio, però, delle loro dimensioni”. Come dire, attualmente sono presenti solo ditte di grandi dimensioni. Per il turismo, invece, si deve lavorare sugli arrivi internazionali: le zone dell’aquilano, infatti, registrano la maggior presenza di italiani.

Oltre all’economista il convegno, aperto dai saluti del vicesindaco Raffaele Daniele, ha visto la partecipazione del consigliere Cnel Giovanni Di Cesare, del presidente Confindustria L’Aquila Abruzzo interno Ezio Rainaldi, del vicepresidente Fondazione Carispaq Pierluigi Panunzi e del consigliere d’amministrazione Fondazione Carispaq Raffaele Marola. A far gli onori di casa il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli che ha ripercorso la storia della Fondazione stessa, “nata prima dell’Unità d’Italia – ha detto – con il compito, tuttora perseguita, di gestire il capitale della banca: la Cassa di Risparmio che oggi è confluita nella Bper. Una Cassa di Risparmio nata nel XIX secolo in una città che ha dato il suo contributo nel XV secolo alla nascita degli istituti creditizi in Italia. In quel periodo i frati francescani, quelli dell’Osservanza, importarono, infatti, i monti di pietà per combattere l’usura prestando denaro ai meno abbienti anche a tasso zero accettando come pegno anche il corredo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *