L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA. LA META’ DEI COMMERCIANTI SI ASPETTA RICADUTE POSITIVE
L’AQUILA – Capitale italiana della cultura: oltre il 55% dei commercianti del centro storico aquilano si aspetta ricadute positive da questo evento che caratterizzerà il capoluogo abruzzese per tutto il 2026. È un dato del report realizzato dal Gran Sasso Science Institute tra i negozi entro le mura della città dell’Aquila che sarà presentato il 2 marzo prossimo. Ad anticiparlo la professoressa di Economia, Alessandra Faggian nel convegno organizzato da Fondazione Carispaq su “Economia e Cultura nel contesto socio economico della provincia dell’Aquila”. Se questa è un’aspettativa, la città, nel decennio precedente deve la sua economia al settore costruttivo e fornitura di acqua e gestione rifiuti. In particolare, in ambito nazionale nel 2012 e, in ordine invertito nel 2019 e 2023. Ballerina è, invece, la terza posizione: nel 2012 è stato appannaggio di alloggi e ristorazione, nel 2019 ha ceduto il passo a Istruzione, mentre nel 2023 a Estrazione minerali. “Un dato curioso questo – ha spiegato la professoressa – perché è pur vero che non sono state pressoché aperte nuove cave ma, quelle preesistenti di anni passati, sulla carta non risultano chiuse e quindi incide su altre regioni dove, invece, la situazione è stata aggiornata. Mi soffermerei anche sull’istruzione perché se è vero che nel 2023 è scomparsa dalla terza posizione quella offerta dal capoluogo aquilano è sempre superiore alle altre tre province abruzzesi. E, infine, da evidenziare che l’edilizia è scesa al secondo posto perché il numero delle imprese presenti nel territorio aquilano è diminuito, a vantaggio, però, delle loro dimensioni”. Come dire, attualmente sono presenti solo ditte di grandi dimensioni. Per il turismo, invece, si deve lavorare sugli arrivi internazionali: le zone dell’aquilano, infatti, registrano la maggior presenza di italiani.




