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GLI 80 ANNI DI RICCARDO COCCIANTE E IL RICORDO DI SUOR MARGHERITA APPENA SCOMPARSA

di Federica Farda 

L’AQUILA – Ottant’anni, oggi, di Riccardo Cocciante il cantautore italiano francese di origine aquilana per parte di padre che era nato a Rocca di Mezzo. E il popolare artista, autore di successi senza tempo quali Bella senz’anima, Margherita, A mano a mano, Cervo a primavera, Celeste nostalgia con il quale vinse il Festival di Sanremo nel 1991, E io canto, oltre ad aver rielaborato l’opera popolare Notre Dame de Paris di Victor Hugo debuttando con successo al palazzo dei Congressi di Parigi nel settembre del 1998, non ha mai rescisso il legame con il capoluogo abruzzese. Seppur sempre impegnato con concerti e produzioni in Italia e nel mondo, ogni volta che si è esibito nel capoluogo abruzzese era “un groppo alla gola”. Come in occasione del concerto a Collemaggio per la Perdonanza del 2018 ma ancora di più la mattina del 29 quando ricevette il premio Lions La Croce di Celestino nella chiesa del monastero di San Basilio, allora provvisoriamente ospitata negli angusti locali puntellati della legatoria. I suoi occhi brillavano quando strinse le mani delle suore di clausura. La voce tremava quando dedicò alla madre badessa suor Margherita, scomparsa qualche giorno fa, “…perché Margherita è buona, Margherita è bella, Margherita è dolce, Margherita è vera…” o quando strinse le mani di suor Germana intonandogli “io non posso stare fermo con le mani nelle mani, tante cose devo fare prima che venga domani”.
Tra i numerosissimi messaggi di auguri e dediche che oggi celebrano il compleanno del popolare artista si inserisce quello del maestro Leonardo De Amicis che in un post su Instagram ricorda come è nata la loro personale amicizia. “Faccio fatica a vederti solo come artista. lo ero giovanissimo quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. A te piaceva la sperimentazione, a me pure, e le nostre vite artistiche a un certo punto si sono incontrate e compensate. Abbiamo suonato insieme, ci siamo scambiati musica, idee, visioni. lo ho preso tantissimo da te: una scuola potente di scrittura e creatività. Molto di quello che sono oggi passa anche da lì. Col tempo poi il lavoro è diventato altro. Un’amicizia vera, che ha coinvolto le famiglie. Un’amicizia antica, solida, abruzzese. Di quelle che restano, anche quando non ci si vede per lunghi periodi”.

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