HomeIn EvidenzaPolitica

VALLE PELIGNA, I SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO GENERALE

Valle Peligna, i sindacati pronti allo sciopero generale: “Il territorio è a rischio”

SULMONA – 19 febbraio 2026. La mobilitazione non si ferma e potrebbe sfociare in uno sciopero generale territoriale. È quanto emerso dall’assemblea unitaria dei quadri e dei delegati di CGIL, CISL, UIL e UGL che si è svolta ieri a Sulmona sulla vertenza Valle Peligna.

Dopo gli incontri delle scorse settimane e la manifestazione del 31 dicembre, le organizzazioni sindacali rilanciano l’allarme su una crisi che coinvolge circa mille lavoratrici e lavoratori, tra automotive, grandi servizi e indotto. Una situazione che si inserisce in un contesto già segnato da chiusure e ridimensionamenti di attività commerciali e di servizi, con effetti pesanti sul tessuto economico e sociale dell’intera area.

Spopolamento e desertificazione

Il dato demografico viene indicato come uno degli indicatori più preoccupanti: dal 2005 al 2025 la Valle Peligna ha perso il 13,56% della popolazione, pari a 6.810 residenti. Un calo che, secondo i sindacati, fotografa una desertificazione progressiva delle aree interne e un impoverimento strutturale che non può più essere ignorato.

«Il futuro della Valle Peligna è a rischio e non possiamo perdere altro tempo», è il messaggio unitario lanciato al termine dell’assemblea. Per le sigle confederali serve uno sforzo collettivo che superi divisioni e particolarismi, con un piano straordinario di investimenti pubblici e privati e un modello di sviluppo partecipativo e inclusivo.

Le richieste alle istituzioni

Al centro delle rivendicazioni c’è la richiesta di atti concreti. I sindacati chiedono:

  • la convocazione di un Consiglio comunale aperto a tutti i sindaci del comprensorio;

  • un Consiglio regionale straordinario dedicato alla crisi della Valle Peligna;

  • l’avvio di un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare la vertenza a livello nazionale.

L’obiettivo è aprire un tavolo istituzionale certo e partecipato, sia in Regione sia al Ministero, per il rilancio delle attività produttive e per il riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.

Il nodo delle firme

Durante l’assemblea è stata anche verificata l’adesione al documento unitario presentato nella manifestazione del 31 dicembre. Ad oggi, spiegano le organizzazioni sindacali, il manifesto non risulta ancora sottoscritto dal sindaco di Sulmona né dalle consigliere regionali.

Hanno invece firmato i parlamentari Gabriella Di Girolamo e Michele Fina, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e i sindaci di Gagliano Aterno, Acciano e Cansano.

Stato di agitazione

Il quadro, secondo i sindacati, rischia di aggravarsi a breve con nuovi licenziamenti, riduzioni salariali e un ulteriore aumento della povertà, alimentando l’emigrazione verso altri territori.

Per questo motivo è stato proclamato lo stato di agitazione, primo passo verso lo sciopero generale territoriale. «Non possiamo più perdere nemmeno un posto di lavoro», affermano i segretari Francesco Marrelli, Giampaolo Biondi, Maurizio Sacchetta e Roberto Bussolotti, rilanciando la mobilitazione e chiedendo risposte immediate per salvaguardare occupazione, servizi e futuro della Valle Peligna.

Un commento su “VALLE PELIGNA, I SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO GENERALE

  • finalmente si danno da fare !!!!
    ma tanto non hanno ancora le idee chiare.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *