REFERENDUM GIUSTIZIA. MICHELE FINA SPIEGA PERCHE’ VOTARE NO
di Michele Fina*
L’AQUILA – Una riforma voluta dalle destre per cancellare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e sottomettere la giustizia alla politica. Un intervento che non migliorerà in alcun modo l’efficienza del sistema giudiziario e da cui i cittadini non avranno alcun beneficio. Non ci stancheremo mai di ribadirlo.
Questa destra manifesta da tempo un’insofferenza crescente ad ogni potere di controllo, alimentando uno scontro istituzionale sempre più evidente. E drammatico. Il Ministro della Giustizia Nordio arriva ad associare i magistrati ad un sistema para mafioso: ci rendiamo conto? Non vogliono riformare. Vogliono delegittimare un potere dello Stato e addomesticarlo.
Nessun investimento concreto per rendere la giustizia più rapida, nessuna risposta alla carenza di personale, nessun intervento serio per il sovraffollamento carcerario o per rafforzare le garanzie dei cittadini. Non si tratta di una separazione delle carriere, che di fatto già esiste con la separazione delle funzioni, ma di una spaccatura della magistratura che rischia di avvicinare il pubblico ministero all’orbita dell’esecutivo, compromettendone l’autonomia. Questo sarà infatti il prossimo passo che faranno.
Ne abbiamo discusso a L’Aquila con Debora Serracchiani, Sergio Della Rocca, Riccardo Ionta, Andrea Padalino Morichini, Carlo Benedetti, Alessandro Tettamanti, Betty Leone.
Al referendum del 22 e 23 marzo votando NO difenderemo la Costituzione e la democrazia!
*Senatore




