RACCOLTA RIFIUTI ALLO SBANDO. DALLA PARTE DEGLI OPERATORI CHE NON CE LA FANNO PIU’
L’AQUILA – La crisi economica in cui versa l’Asm è nota a tutti. Le difficoltà nella raccolta dei rifiuti anche. C’è chi non vuol vedere, ma questo è. I cittadini dell’Aquila e il suo vasto territorio non meritano questo trattamento da parte di chi dovrebbe garantire un servizio ecologico degno di un capoluogo di Regione e per l’anno in corso Capitale italiana della cultura. Una cosa però va sottolineata. Gli operatori dell’Asm ci stanno mettendo l’anima per ripulire città e frazioni. Ma sono pochi, poiché quei supporti che venivano dai lavoratori a contratto a termine, non ci sono più. Per far fronte alla crisi economica che supera abbondantemente il lecito, i lavoratori part time sono stati mandati a casa e tutto il lavoro di raccolta e smaltimento è assegnato ai dipendenti a tempo indeterminato che sono sempre di meno. L’Asm è azienda comunale di fatto. Quindi spetta al Comune, azionista unico al 100%, effettuare scelte politiche in grado di risollevare le sorti di una struttura che opera in un campo delicatissimo: la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Giosafat Capulli





L’unica scelta del comune è quella di mandare la spazzatura indifferenziata illegale alla Discarica Cogesa di Sulmona, anch’essa illegale, avvelenante e ormai piena.
Se amministratori e politici della provincia non riescono a funzionare, che si facciano da parte e restituiscano gli stipendi.