A ROCCA DI CAMBIO CON L’ASSOCIAZIONE “I MAZZAMUREJJE” UNO SPETTACOLARE FUNERALE DEL CARNEVALE
L’AQUILA – Il Funerale del Carnevale, un’antica tradizione che è ritornata nel paese più alto degli Appennini. Martedì Grasso, a Rocca di Cambio, è andato in scena il Carnevale morto, ovvero l’ultimo scherzo del Carnevale. Un Martedì di passaggio, per così dire, è l’iniziativa riproposta, dopo anni e anni di silenzio, da I Mazzamurejje, l’associazione di giovani locali. Una consuetudine persa nel tempo: “una memoria collettiva dimenticata, addormentata – hanno spiegato – e ora risvegliata perché certe cose, in paese, non si perdono ma si tramandano. Il Carnevale muore ma la comunità resta”. Il funerale riallestito è stato, come un tempo, solenne, perché è pur sempre una morte, ovvero la fine di un mese di colori, di allegria per entrare in uno più profondo qual è quello della Quaresima. Solenne ma fino ad un certo punto: si piange con una mano e si cerca di applaudire con l’altra. E così abiti scuri in contrasto con lo spirito brillante, marce funebri però stonate, qualche finta lacrima e, in compenso, moltissime risate e tutte vere con tanto di testamento finale per tramandare non case, terreni e beni materiali bensì rivelare, con un sorriso, difetti e lanciare frecciatine. Dire la verità scherzando, in ossequio all’antico detto “dillo alla suocera per farlo sapere alla nuora”, vale a dire un modo elegante per non offendersi, una sorta di terapia collettiva, “perché la satira popolare è sempre stata il modo più intelligente per restare uniti e quando un paese cammina insieme non c’è tramonto, seppur i numeri della crescita demografica siano in calo”. Il Funerale del Carnevale, una presente soprattutto nel nord Italia e unica nell’aquilano ma non in regione: stasera anche a Montorio al Vomano alle 20,30, con tanto di bara aperta che trasporta un umano si dará il commiato al periodo più scherzoso dell’anno.




