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UNA PRESA DI POSIZIONE CHIARA È NECESSARIA PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI

di Gianvincenzo D’Andrea

In un mio scritto, pubblicato anche su Reteabruzzonews a settembre dello scorso anno, avevo manifestato le mie preoccupazioni e la mia contrarietà, scientificamente fondate, in merito alla realizzazione, nella Valle Peligna, di un inceneritore di rifiuti da parte dell’impresa Get Energy.

In quell’occasione spiegavo dettagliatamente le ragioni per le quali non è opportuno che un impianto siffatto trovi insediamento in un territorio assai fragile come quello in cui viviamo. Fragile dal punto di vista ambientale perché si configura come un’area pianeggiante chiusa da alte montagne che intrappolano la massa d’aria presente dove, in alcune condizioni meteorologiche particolari, quando si verifica il fenomeno dell’inversione termica, si registra un elevatissimo aumento della concentrazione di sostanze inquinanti aerodisperse, prodotte soprattutto dagli impianti industriali (già presenti e futuri), con serissimi rischi per la salute umana.

Nel mio scritto aggiungevo, inoltre, che nel progetto della Get Energy, allegato alla richiesta autorizzativa inviata alla Regione Abruzzo, si rilevavano errori e carenze informative che ponevano seri dubbi sulla affermata tollerabilità dell’impianto di incenerimento e, per tale ragione, invitavo i rappresentanti istituzionali del territorio peligno ad esprimere la loro contrarietà, assumendo ogni iniziativa utile a scongiurarne la realizzazione.

Uno alla volta, sindaci e consiglieri regionali sono intervenuti pubblicamente, convergendo sulle posizioni delle associazioni di cittadini impegnate a informare la popolazione sulle conseguenze dell’attivazione di un impianto che, in aggiunta ad altri esistenti o in fase di realizzazione, avrebbe finito con l’inondare la Valle Peligna di veleni in quantità smisurata.

Tutti loro, in modi e con iniziative differenti, hanno affermato la necessità che dalla Regione non venisse rilasciata alcuna autorizzazione all’insediamento, nel nostro territorio, di un inceneritore di rifiuti per il pesante impatto che avrebbe avuto sulla qualità di vita degli abitanti di Sulmona e di tutto il circondario.

Dopo di che, con un gesto inaspettato, la Get Energy, che aveva sempre dato ampie garanzie sulla bontà del progetto presentato, ha ritirato la richiesta di valutazione autorizzativa inviata alla Regione. Per ora si può tirare un respiro di sollievo, ma il pericolo non è scampato.

Infatti esiste ancora il rischio che la Get Energy torni alla carica presentando un progetto meglio confezionato dal punto di vista tecnico rispetto a quello ritirato, ma comunque incapace di superare le ragioni scientifiche di fondo che ne impediscono la realizzazione proprio nel nostro territorio e che si basano sulla specificità geografica e meteoclimatica della Valle Peligna.

Probabilmente la Get Energy è convinta di poter contare, se non sul consenso, almeno su un atteggiamento benevolo ed accondiscendente di qualche soggetto istituzionale che potrebbe avere voce in capitolo (nella Giunta regionale?), e ha ritenuto di fermarsi in attesa di tempi più favorevoli.

Personalmente non capisco su cosa potrebbe basarsi tale convinzione, dal momento che consiglieri regionali e sindaci del Centro Abruzzo hanno espresso la loro contrarietà alla presenza di un inceneritore di rifiuti in Valle Peligna.

Anche il sindaco di Sulmona ha espresso la sua grande soddisfazione per la decisione della Get Energy di ritirare un progetto che faceva acqua da tutte le parti (ritiro, secondo lui, conseguente alla sinergia di intenti fra cittadini ed istituzioni) e ha affermato che seguirà con attenzione ogni evoluzione del problema e valuterà scrupolosamente ogni possibile futura iniziativa imprenditoriale nel campo dell’incenerimento dei rifiuti.

Proprio quest’ultimo passaggio del comunicato del sindaco Tirabassi credo abbia suscitato nella cittadinanza più di una preoccupazione.

La presenza di un inceneritore di rifiuti, quale che sia la tecnologia utilizzata, produce una grandissima quantità di scorie tossiche che, in situazioni particolari, quando le masse d’aria sono immobili, possono raggiungere livelli estremamente pericolosi per la salute umana.

Come ho detto più volte (ma forse è bene ripeterlo), nella Valle Peligna il fenomeno dell’inversione termica si presenta assai frequentemente e, di conseguenza, i residenti sarebbero costretti a respirare un’aria fortemente inquinata dalle sostanze, cancerogene e non, prodotte dall’attività dell’inceneritore, peraltro in aggiunta a quelle degli altri impianti a combustione già presenti o in fase di realizzazione.

Poiché ad oggi non esiste alcuna tecnologia di incenerimento in grado di azzerare la produzione e/o l’emissione di scorie tossiche, ne deriva che nei momenti, invero piuttosto frequenti, in cui in Valle Peligna è presente il fenomeno dell’inversione termica ed i movimenti d’aria sono bloccati, la concentrazione degli inquinanti supererebbe qualsiasi soglia di sicurezza dichiarata.

Pertanto non esiste alcuna ragione scientifica, ma anche di elementare buonsenso, che faccia ritenere la presenza di un inceneritore nella conca di Sulmona non pericolosa per la salute dei residenti, soprattutto quelli delle fasce più deboli, ovvero anziani e bambini.

E questo è un dato di fatto non smentibile.

Poiché la tutela della salute dei cittadini è affidata all’autorità sanitaria, ed i sindaci hanno anche il ruolo di autorità sanitaria, ne consegue che il sindaco di Sulmona, persona di conosciuta sensibilità alle tematiche ambientali, ha l’onere di assumere decisioni che tutelino (e non danneggino) la salute della popolazione amministrata e, di conseguenza, dovrebbe chiudere definitivamente le porte all’insediamento di qualsiasi impianto di incenerimento di rifiuti nel territorio peligno.

È l’unico modo per far capire alla Get Energy e a tutti che non è possibile trasformare la Valle Peligna da “porta dei parchi” della “Regione verde d’Europa” in “porta dell’inferno”, dove si respira l’aria più inquinata d’Abruzzo.

2 commenti riguardo “UNA PRESA DI POSIZIONE CHIARA È NECESSARIA PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI

  • Sfortunatamente per la valle Peligna non esiste più gente preparata e formata per affrontare le urgenti calamità ambientali.
    Amministratori e politici sono veramente incapaci di intendere e volere ma continuano a combinare guai.
    Mi chiedo se ci sia nessuno pronto a prendersi queste ormai attuali e urgenti responsabilità senza dover prostituirsi a diverse sinergie di intenti e confronti ormai inutili.

    Risposta
    • Fuori dal tunnel

      In genere, quando si cerca di capire perché una qualunque problematica sia capitata, si torna indietro sino a rintracciarne il “momento di origine”.
      È un approccio comune cercare di capire l’origine di un problema per poterlo affrontare e risolvere meglio.
      Questo processo di analisi può aiutare a identificare i fattori scatenanti e a prevenire future ricadute.
      Le “x” dell’equazione (le incognite) rappresentano il punto di partenza per risolvere il mistero.
      Come noto, ci sono diverse strategie per risolvere le “x”.
      Nel caso de quo, un’equazione di tipo lineare, vanno isolate le “x”:
      – chi ha i dicato la presenza e disponibilità di un terreno idoneo (¿) nell’ambito del Nucleo Industriale di Sulmona;
      – chi ha incoraggiato la società a presentare il progetto in area ZES,
      o viceversa…
      Caro Dottore,
      che voto aveva in matematica ?

      Risposta

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