PROTEZIONE CIVILE. ABRUZZO INSIEME ATTACCA MARSILIO: 40% DI PERSONALE IN MENO SENZA LINEA DI COMANDO PER EMERGENZE
L’AQUILA – Protezione Civile regionale: 40% di personale in meno, nessuna catena di comando
e un Piano senza copertura. Questa ĆØ la vera emergenza.
Altro che polemica sugli straordinari.
Il punto da cui siamo partiti resta intatto: la decisione di limitare il riconoscimento dello
straordinario ai dipendenti impegnati nei progetti europei colpisce personale altamente
qualificato e disincentiva attivitĆ finanziate con fondi dedicati, che non gravano sul bilancio
ordinario.
Ma oggi il quadro è ancora più grave.
Il Piano Integrato di AttivitĆ (PIAO) e Organizzazione 2026, approvato dal Direttore
dellāAgenzia il 31 gennaio scorso come previsto dalla legge, certifica una carenza di 21
unitĆ di personale, pari al 40% dellāorganico attuale, e la mancanza di due dirigenti, tra cui
quello del Servizio Emergenze.
Il Servizio Emergenze non ha nƩ dirigente nƩ responsabile di ufficio, il che significa che, in
caso di calamitĆ , non esiste una catena di comando formalmente definita. Questo ĆØ un
fatto amministrativo, non una valutazione politica.
La carenza di personale determina inoltre gravi difficoltĆ nella copertura delle turnazioni e
della reperibilitĆ del Centro Funzionale, la struttura che monitora il rischio meteorologico e
idrogeologico ed emette le allerte ai Sindaci, come segnalato più volte dai responsabili di
ufficio tramite note formali e verbali interni. Le stesse criticitĆ riguardano la sala operativa,
cuore del coordinamento nelle fasi emergenziali.
Tradotto in termini semplici: con il 40% di personale in meno, senza dirigenti e con
turnazioni scoperte, il sistema di allertamento e risposta rischia di reggersi sullāemergenza
permanente.
A peggiorare il quadro, il Piano Integrato risulta approvato senza adeguata copertura
finanziaria, impedendo allāAgenzia di procedere alle assunzioni necessarie per colmare le
carenze giĆ certificate.
Siamo davanti a un paradosso amministrativo e politico: si certifica una carenza del 40%
del personale, ma non si garantiscono le risorse per superarla.
In questo contesto, limitare la partecipazione ai progetti europei o comprimere il
riconoscimento dello straordinario appare inefficace e miope. Non si colma una carenza
strutturale riducendo le missioni o limitando lo smart working, e non si rafforza una
struttura indebolendo ulteriormente la motivazione interna.
Un ulteriore elemento da sottolineare: il principio di sussidiarietĆ nei confronti del
Dipartimento nazionale della Protezione Civile ĆØ stato riportato in un verbale interno della
Protezione Civile regionale. Questo certifica la difficoltĆ strutturale del sistema regionale.
La domanda ĆØ inevitabile:
quale capacitĆ di risposta può garantire oggi la Protezione Civile regionale dellāAbruzzo
con il 40% di personale in meno, senza dirigenti nel Servizio Emergenze e con un piano di
fabbisogno privo di copertura finanziaria?
La responsabilitĆ non ĆØ tecnica, ĆØ politica.
Abruzzo Insieme chiede una assunzione immediata di responsabilitĆ da parte della Giunta
regionale e del Presidente Marco Marsilio:
ļ· Copertura finanziaria immediata del piano assunzionale;
ļ· Nomina urgente dei dirigenti mancanti;
ļ· Ripristino della catena di comando nel Servizio Emergenze;
ļ· Rafforzamento del Centro Funzionale e della sala operativa;
ļ· Revisione della decisione sugli straordinari nei progetti comunitari.
LāAbruzzo ĆØ una regione che negli ultimi ventāanni ha conosciuto calamitĆ di rilievo
nazionale. Indebolire la propria Protezione Civile significa esporsi a rischi non
sottovalutabili.
La sicurezza dei cittadini non si garantisce con comunicati rassicuranti, ma con personale,
organizzazione e responsabilitĆ politica.
Su questo punto non arretreremo di un passo.




Come peggiore presidente di regione, poteva fare peggio !!
Emergenze ce ne sono ancora troppe su ambiente e salute.