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AUTO INCENDIATA PER VENDETTA: PIROMANE CONDANNATO A QUATTRO MESI

Auto incendiata per vendetta: condannato a quattro mesi l’esecutore materiale del rogo

Una frase pronunciata con rabbia, quasi fosse uno sfogo, si è trasformata in un incendio vero. «Devi bruciare l’auto della mia ex». Quelle parole, dette da un 45enne di Foggia, non sono rimaste sospese nell’aria: qualcuno le ha prese sul serio.

A finire sotto processo è stato Giorgio Esposito, residente nell’Alto Sangro, condannato oggi a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento delle spese processuali al termine del rito abbreviato. Una vicenda che affonda le radici nel 2021 e che racconta di una relazione finita male, degenerata in persecuzioni e minacce.

Secondo quanto ricostruito, il 45enne foggiano avrebbe perseguitato la sua ex compagna, di vent’anni più giovane, con una lunga serie di molestie che le avevano reso la vita insostenibile. Un’escalation culminata nel settembre dello stesso anno, quando venne data alle fiamme l’auto utilizzata dalla donna, ma formalmente intestata alla madre.

Un gesto che segnò il punto di rottura. La giovane, spaventata, si rivolse ai carabinieri e presentò denuncia, facendo emergere l’intera vicenda.

L’incendio, stando agli atti, sarebbe stato commissionato dal 45enne ed eseguito materialmente da Esposito, che – secondo quanto emerso – non sarebbe stato a conoscenza del contesto persecutorio in cui maturava la richiesta. Dopo aver risarcito la persona offesa, l’uomo ha ottenuto una condanna contenuta: quattro mesi di reclusione con sospensione della pena.

Diversa la sorte del mandante. Per il 45enne, già coinvolto nel procedimento per atti persecutori, lo scorso dicembre si sono aperte le porte del carcere: nei suoi confronti è divenuta definitiva una condanna a due anni e mezzo di reclusione. Una vicenda che conferma come, anche quando nasce da una frase detta con leggerezza o rabbia, la violenza trovi sempre conseguenze pesanti nelle aule di giustizia.

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