SEMIRE DAUTI, DOMANI IL DEBUTTO OLIMPICO NEL GIGANTE: RIVISONDOLI SI FERMA PER TIFARE LA SUA GIOVANE PROMESSA
Non è solo una gara di sci, è il punto di contatto tra due nazioni. Domani mattina, alle ore 10, quando il cancelletto di partenza del Gigante femminile si aprirà a Cortina d’Ampezzo, i riflettori non saranno puntati solo sulle favorite per il podio, ma anche su una ragazza di diciott’anni che porta sulle spalle le speranze di un’intera comunità montana e di un popolo oltre il mare.
Semire Dauti, talento cristallino cresciuto agonisticamente tra i pali dello Sci Club Aremogna, è pronta al suo esordio olimpico a Milano-Cortina 2026. La sua è una storia che rompe i confini: nata da padre albanese e madre italiana (agente della polizia locale a Rivisondoli), Semire scenderà in pista con la tuta della nazionale albanese, ma con il cuore profondamente radicato tra le nevi dell’Alto Sangro.
Un talento nato in Abruzzo
Il percorso della Dauti è il manifesto di un’integrazione riuscita e di un sacrificio costante. Nonostante la giovane età, ha già dimostrato di poter competere ad alti livelli, con un terzo posto ai campionati italiani che resta, finora, il suo biglietto da visita più prestigioso.
“Darò tutto per l’Albania”, ha dichiarato l’atleta alla vigilia, “partecipare alle Olimpiadi a diciotto anni è un’emozione immensa”.
Parole che sanno di determinazione, la stessa che ha mostrato fin da bambina sui pendii di casa, trasformando la passione per lo sci in una vera e propria missione di vita.
Il programma e l’attesa a Rivisondoli
Il borgo di Rivisondoli si prepara a vivere una domenica di passione. Il paese si fermerà per seguire la prima manche di domani, ma l’avventura olimpica di Semire non si esaurirà in un giorno:
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Domenica 15 febbraio: Slalom Gigante (ore 10:00).
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Mercoledì 18 febbraio: Slalom Speciale.
Mentre l’Albania celebra la sua giovane promessa, l’Abruzzo rivendica con orgoglio il “motore” di questo successo. Semire Dauti non sta solo cercando la traiettoria perfetta tra le porte della Tofana; sta tracciando una linea invisibile ma solidissima che unisce le vette appenniniche a Tirana, dimostrando che il talento e l’identità non conoscono frontiere.



