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L’AQUILA CAPOLUOGO DI REGIONE. 6 MILA ABITANTI IN CITTA’. MENO DI PETTINO, PAGANICA E COPPITO

L’AQUILA – Convinto di dire una cosa di grande vanto amministrativo, il sindaco Pierluigi Biondi (da otto anni alla guida della città capoluogo di regione e quest’anno capitale della cultura), in un suo intervento polemico contro chi gli ricorda quotidianamente la realtà (tra costoro anche noi di Reteabruzzo), ha svelato l’arcano. Dentro la città vivono circa 6 mila persone, meno di quelli che vivono a Pettino, Cansatessa, Paganica o Coppito. L’Aquila è una città morta, quindi, degna del famoso libro di Nikolaj Gogol’  “LE ANIME MORTE”. La narrazione di Biondi è semplice, parla alla pancia della cosiddetta aquilanità: “Chi mi critica è contro la nostra città”. Ma a pensare con la testa e non con la pancia, ogni cittadino di buon senso si rende conto che L’Aquila dopo otto anni di cura Biondi, non riesce neanche a ultimare un ponte di 40 metri lineari. Nel contempo le saracinesche dei negozi si abbassano e tutti quelli che erano i centri della vita cittadina sono deserti. Nel 2027 si vota per il rinnovo del Consiglio comunale e per eleggere il nuovo sindaco. Ma lui, Biondi, apparentemente di questo non si preoccupa. Le sue aspirazioni, dicono i suoi sodali, sono la Camera dei deputati e magari, di conseguenza, anche qualche ministero di prestigio.

ERMETE DA PIAZZA PALAZZO 

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