NO SNAM: “CON GLI STUPRATORI DEL TERRITORIO NON SI TRATTA”
“Con gli stupratori del territorio non si tratta”: attacco alla trattativa tra Comune e Snam
Un duro atto d’accusa contro l’amministrazione comunale e contro Snam. È quello lanciato dal movimento “Per il clima Fuori dal fossile”, che parla apertamente di una presunta trattativa segreta tra il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e la società energetica per una compensazione economica legata alla realizzazione della centrale e del metanodotto nel territorio cittadino.
Al centro della contestazione ci sarebbe una somma di tre milioni di euro, indicata come possibile compensazione per l’insediamento dell’opera. Una cifra che il movimento definisce “ridicola” rispetto ai danni che, a loro dire, il colosso energetico avrebbe già provocato e continuerebbe a provocare.
Nel comunicato, i firmatari sostengono che la salute pubblica, l’integrità ambientale e la dignità della comunità non siano negoziabili e ribadiscono la netta contrarietà a qualsiasi forma di accordo economico. “Trattare con chi violenta il territorio significa legittimarne la prepotenza e l’illegalità”, si legge nella nota diffusa alla cittadinanza.
L’attenzione viene puntata in particolare sull’area di Case Pente, dove, secondo il movimento, sarebbe stato aperto un cantiere ritenuto illegittimo per la realizzazione di un’opera considerata inutile. Nel documento si parla di presunte violazioni di legge e di responsabilità istituzionali nei controlli.
Le accuse riguardano anche l’impatto ambientale e paesaggistico: dalla distruzione di un’area ritenuta di pregio, all’eliminazione di un corridoio faunistico dell’orso bruno marsicano, fino al taglio di centinaia di ulivi e alberi da frutto. Viene inoltre denunciata la compromissione di un sito archeologico con testimonianze risalenti a oltre quattromila anni fa.
Tra le preoccupazioni espresse figurano l’inquinamento dell’aria a Sulmona e nella Valle Peligna, i possibili danni all’economia locale e i rischi per la sicurezza in un’area classificata come altamente sismica. Centrale e metanodotto vengono definiti “bombe ad orologeria” e potenziali obiettivi strategici in caso di conflitti o attentati.
Il comunicato si chiude con un appello alla cittadinanza e con la ribadita convinzione che “la vita e il futuro di una comunità non si vendono”.



