CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA, ARRIVA LA SANZIONE DELL’ANAC
Centrale unica di committenza, sanzione dell’Anac: il Comune dichiarò requisiti superiori a quelli posseduti
Non un semplice errore formale, ma una dichiarazione ritenuta dolosa per ottenere una qualificazione più alta. È quanto ha accertato l’Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti della centrale unica di committenza del Comune di Sulmona, finita nel mirino dell’Autorità per un caso di millantato credito legato ai requisiti di qualificazione.
A maggio scorso l’Anac ha avviato un procedimento di verifica sull’inserimento della Cuc nella fascia massima, la cosiddetta SF1, che consente di gestire gare d’appalto complesse e sopra soglia. Una classificazione riservata esclusivamente alle centrali dotate di personale adeguatamente formato e con specifiche certificazioni.
Dagli accertamenti è però emerso che soltanto due dipendenti avevano ricevuto una formazione di base e che nessuno possedeva la formazione specialistica necessaria per rientrare nella fascia di massima qualificazione. Circostanza ben diversa rispetto a quanto dichiarato, dove si attestava la presenza di cinque dipendenti con formazione base e due con formazione specialistica.
Il tentativo dell’ente di giustificare le discrepanze non ha convinto l’Autorità. Nel corso dell’istruttoria sarebbero emersi episodi definiti imbarazzanti, come la presentazione di un diploma di scuola media indicato come diploma di maturità, carenze nelle ore di formazione e contestazioni sugli esiti di esami specialistici. Le spiegazioni fornite – dal presunto malinteso legato al periodo Covid fino a problemi con la piattaforma digitale – sono state ritenute insufficienti.
Nelle conclusioni del procedimento, chiuso a dicembre, l’Anac ha ritenuto che la Cuc non avesse i requisiti per la qualifica SF1 e che la dichiarazione resa sulla competenza e formazione del personale fosse strumentale a ottenere benefici non spettanti. Per questo è stata irrogata una sanzione amministrativa di 500 euro nei confronti del rappresentante legale della Centrale di committenza, che ricopre anche il ruolo di dirigente del Bilancio.
La multa, tuttavia, sarebbe stata pagata con fondi pubblici, sollevando interrogativi sulla gestione delle responsabilità e sull’utilizzo delle risorse della collettività.
La documentazione è stata trasmessa alla Procura della Repubblica per eventuali ulteriori approfondimenti e si profila anche un possibile interessamento della Corte dei Conti, chiamata a valutare eventuali profili di danno erariale. Una vicenda che riaccende il dibattito sulla trasparenza amministrativa e sulla corretta gestione dei requisiti negli appalti pubblici.



