UDIENZA SULLE SCALE AL GIUDICE DI PACE
Udienza sulle scale al giudice di pace: teste in carrozzina resta all’ingresso, scoppia il caso barriere
La giustizia costretta a fermarsi sulle scale, in un’aula improvvisata tra gradini e corrimano, mentre una teste in carrozzina attendeva all’ingresso, esposta al freddo. È accaduto questa mattina nella sede del giudice di pace di Sulmona, dove un’udienza penale si è svolta in condizioni che hanno suscitato sconcerto e proteste.
L’edificio dell’ex Onpi, che ospita gli uffici del giudice di pace, è privo di ascensore e presenta evidenti barriere architettoniche. Nessuna possibilità, dunque, di consentire l’accesso in aula a un’anziana di 86 anni, citata come persona informata dei fatti in un procedimento per minacce.
Imputata è una donna di 50 anni, residente ad Anversa degli Abruzzi, accusata di aver rivolto alla sorella la frase: «Ti faccio fare una brutta fine», alla presenza dell’anziana madre. Proprio quest’ultima, già visibilmente provata dall’imbarazzo di dover testimoniare in una vicenda che coinvolge le figlie, è rimasta bloccata all’ingresso dell’edificio, assistita da alcuni familiari. La donna, alle prese con problemi di salute che la costringono in carrozzella, ha dovuto sostare accanto alla porta, esposta alle intemperie di stagione.
Per raccogliere la deposizione, il giudice Gianna Cipriani ha disposto il proseguimento dell’udienza lungo la scalinata. Le parti si sono così trasferite fuori dall’aula: giudice, pubblico ministero, cancelliera, imputata, persona offesa e l’anziana testimone. Una scena surreale, con utenti che continuavano a salire e scendere le scale e con tutte le difficoltà del caso nel verbalizzare e cristallizzare il racconto della teste.
La testimonianza è andata avanti per quasi un’ora, in condizioni definite da più presenti «estreme e indecorose». Solo al termine le parti sono rientrate nell’aula deputata per la prosecuzione dell’udienza.
L’episodio ha fatto scattare le rimostranze degli utenti e riaperto il tema dell’accessibilità degli edifici giudiziari cittadini. Presente sul posto, perché impegnato in un altro procedimento penale, anche il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, che ricopre pure l’incarico di presidente del consiglio dell’ordine. «Ho constatato la situazione e mi attiverò con il presidente del tribunale per trovare una soluzione», ha dichiarato.
Tra le ipotesi già prese in considerazione negli ultimi anni c’è il trasferimento delle udienze nell’aula tre del Tribunale di Sulmona, struttura più adeguata sotto il profilo logistico. L’edificio del giudice di pace, inserito nell’era Casini e dalla precedente amministrazione nel piano triennale delle opere pubbliche per interventi di sistemazione, continua infatti a presentare criticità strutturali. I lavori, tuttavia, non sono ancora iniziati.
Una vicenda emblematica che riaccende i riflettori su un problema annoso e che impone, ancora una volta, una riflessione concreta sul diritto all’accesso alla giustizia per tutti, senza ostacoli né umiliazioni.



