IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: IL SI’ E’ IL DIVIDI ET IMPERA IN FAVORE DEL POTERE POLITICO A DANNO DEL CITTADINO
L’AQUILA – Al Palazzetto dei Nobili si è parlato di referendum sulla giustizia. Il comitato del No alla riforma di 7 articoli della Costituzione che porta la firma del Ministro Nordio, si è confrontato con i cittadini, in una sala piena e interessata alle sorti della nostra democrazia e al rapporto tra i poteri dello Stato Democratico che si fonda su pesi e contrappesi. Per dirla con parole semplici, il referendum dovrà decidere se la legge è veramente uguale per tutti. Chi vota Sì alla divisione delle carriere del complesso mondo del sistema giudiziario, di fatto darà il via libera all’impunità del potere politico a danno del cittadino comune. Il potere politico con il Sì, assoggetterà la polizia giudiziaria ai vari ministeri di riferimento. Come dire che decideranno i vari ministri su chi indagare e chi no. E’ come quando si diceva una volta che se rubi una mela vai in galera, se rubi miliardi e sei potente resti impunito. Il gioco messo in campo è iniziato con le funzioni della Corte dei Conti, depotenziate contro gli amministratori (i politici per essere chiari) che commettono danno erariale. Se si sperperano soldi della collettività, si resta praticamente quasi impuniti. Spaccando in due il sistema giudiziario, tornando alla divisione della carriere tra magistratura inquirente e giudicante, il gioco del Sì alla riforma è raffinato. Assoggettando la polizia giudiziaria ai vari ministeri di riferimento (Difesa, Interni ed Economia), i magistrati inquirenti di fatto avranno le mani legate per perseguire reati di corruzione, concussione, evasioni fiscale, riciclaggio di denaro sporco, mafie etc. etc. Quei reati che di certo non commettono i cittadini comuni. Tecnicismi a parte, chi governa a tutti i livelli sarà al riparo da eventuali inchieste giudiziarie; l’uomo della strada (quello che simbolicamente ruba una mela al mercato), diversamente non avrà schermi di difesa.
Un dividi et impera dei tempi attuali. E quelli del No, questo stravolgimento dell’equilibrio tra poteri dello Stato ieri lo hanno evidenziato.
Giosafat Capulli



