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SVASTICHE E SALUTI ROMANI A SULMONA, DI GIROLAMO (M5S): “AMAREZZA PER GIOVANI CHE NON PENSANO”

SULMONA – «Le immagini che circolano in rete e che tutti abbiamo visto meritano una riflessione seria e approfondita. Non si tratta di casi isolati o di semplice goliardia, troppo spesso usata come alibi da chi vuole sminuire episodi del genere».

Con queste parole Di Girolamo, esponente del Movimento 5 Stelle, interviene sulla vicenda che ha coinvolto alcuni studenti del liceo cittadino, finiti al centro delle polemiche per la diffusione di immagini con saluti romani e simboli nazisti.

Per l’esponente pentastellato esiste «un filo tutt’altro che sottile» che lega quanto accaduto a Sulmona ad altri episodi recenti, come quello del liceo Righi di Roma, dove sono comparse scritte inneggianti al nazifascismo. «È la spessa trama dell’incoscienza, della scarsa consapevolezza di questi ragazzi», sottolinea, parlando di una situazione «allarmante».

Colpisce, secondo Di Girolamo, che proprio la scuola – luogo deputato alla formazione, alla conoscenza del passato e alla costruzione del futuro – possa trasformarsi in teatro di esaltazione di simboli che hanno segnato uno dei periodi più bui del Novecento. «Fascismo e nazismo sono stati negazione di idee, negazione di libertà e democrazia. Il bisogno di pensare non era necessario, bastava il pensiero del capo», osserva.

Pur senza giustificare in alcun modo i ragazzi coinvolti, l’esponente del M5S invita a interrogarsi sulle cause profonde di un simile comportamento. «Il clima di colpevole, costante sdoganamento di alcuni comportamenti – il braccio alzato che vediamo in tanti video, ad esempio – certo non aiuta, ma non basta a dare una spiegazione. Bisogna chiedersi perché questi ragazzi siano così facilmente esposti e ricettivi verso determinati messaggi».

Di Girolamo richiama il ruolo centrale di famiglie e scuola nella formazione delle coscienze e ribadisce la gravità dell’accaduto, auspicando che venga fatta piena chiarezza. «Sulmona è altro ed è sicuramente altro anche il Liceo Vico, che ritengo parte lesa in questa brutta storia», afferma.

Nel suo intervento cita anche le parole di Sami Modiano, sopravvissuto alla Shoah, rivolte ai giovani: «Mi dicono: sei uscito vivo da Birkenau. No, io sono ancora là, non potrò mai uscire. Io sono qui perché assolutamente non voglio che voi o i vostri figli vedano mai quello che hanno visto i miei occhi».

Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, perché – conclude – quei ragazzi «capiscano la gravità dei gesti compiuti e recuperino il bisogno di pensare, evidentemente smarrito durante quel terribile scatto fotografico».

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