SALUTO NAZISTA AL LICEO VICO: AVANZA L’IPOTESI DELLA CHALLENGE SOCIAL
Saluto nazista al Liceo Vico, l’ipotesi della challenge social: cinque studenti indagati dalla Procura minorile
Dietro il video e la foto a sfondo nazifascista che hanno scosso il Liceo Vico potrebbe esserci una “challenge”, una sfida lanciata sui social per mettersi alla prova davanti al gruppo. È una delle ipotesi investigative al vaglio della Procura del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha iscritto nel registro degli indagati cinque studenti tra i 16 e i 17 anni, tutti appartenenti a una classe terza dell’istituto.
I cinque ragazzi, assistiti dagli avvocati Giovanni Mastrogiovanni, Alberto Paolini e Mario Iacovone, hanno affidato ai legali la loro versione dei fatti, dicendosi amareggiati per la risonanza assunta dalla vicenda. «Ho sbagliato. È stata una vigliaccata. Però dovevo farlo, altrimenti non mi facevano rimanere nel gruppo», avrebbe detto uno dei diciassettenni durante la perquisizione eseguita dai carabinieri della compagnia di Sulmona su decreto del procuratore minorile David Mancini.
I militari hanno sequestrato telefoni cellulari e computer dei cinque studenti per risalire al video e alla foto pubblicati su TikTok da uno di loro e poi rimossi nel giro di poche ore. L’obiettivo è ricostruire la catena di invio e condivisione del materiale e verificare eventuali responsabilità ulteriori in relazione all’ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale.
I fatti risalgono al 31 gennaio, giornata dedicata dalla scuola all’approfondimento del Giorno della Memoria. Secondo l’accusa, due studenti avrebbero eseguito il saluto fascista, una terza persona avrebbe esposto una bandiera nazista e gli altri avrebbero collaborato alla realizzazione del video. Le immagini sarebbero state poi diffuse attraverso un reel su TikTok, rapidamente cancellato ma non prima di essere segnalato all’autorità giudiziaria. Il fascicolo è stato aperto il 2 febbraio, mentre le perquisizioni sono scattate lunedì scorso.
La Procura sta ora valutando se dietro il gesto possa esserci stata una scommessa social, una dinamica di gruppo che avrebbe spinto i ragazzi a compiere la provocazione per ottenere consenso o evitare l’esclusione. Al momento si tratta di un’ipotesi investigativa.
Nel Liceo Vico il clima è di incredulità. L’istituto da anni è impegnato in attività legate alla memoria storica, tra viaggi d’istruzione, incontri tematici e testimonianze dirette. La dirigente scolastica Caterina Fantauzzi ha avviato un procedimento disciplinare e sta valutando le sanzioni da applicare, dopo aver richiesto gli atti alla Procura. Tra le misure previste dal nuovo regolamento vi è anche quella delle attività di comunità, con lavori di approfondimento su temi specifici.
La dirigenza ha già convocato, a porte chiuse e in modo scaglionato, studenti e genitori per chiarire l’accaduto prima di riunire gli organi collegiali. Gli incontri proseguiranno per tutta la settimana.
Intanto la Procura minorile potrebbe nei prossimi giorni affidare un incarico per una perizia tecnica sui dispositivi sequestrati, al fine di analizzare messaggi e conversazioni e comprendere se a innescare la provocazione sia stata effettivamente una sfida social.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi. «Non so fino a che punto gli studenti coinvolti fossero davvero consapevoli di quello che stavano facendo – ha dichiarato –. In ogni caso resta la gravità, oggettiva ed assoluta, dell’esibizione di simboli come la svastica nazista e il saluto romano abbinato a quella svastica, che sono davvero aberranti e testimoniano un’epoca intrisa di dolore, deportazioni e crimini efferati. La memoria deve restare impressa in ciascuno di noi e va tramandata intatta alle giovani generazioni. A noi adulti spetta il compito di difendere lo Stato di diritto, le libertà individuali e le istituzioni democratiche contro ogni tentativo di eversione e prevaricazione».


