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PRATOLA RISCOPRE L’ABITO TRADIZIONALE FEMMINILE

Pratola Peligna riscopre l’abito tradizionale femminile: esposizione in Municipio

Un tuffo nella storia e nelle tradizioni popolari di Pratola Peligna. L’11 febbraio 2026, nei locali del Municipio di via Circonvallazione Occidentale 10, sarà esposto l’abito tradizionale femminile del paese, ricostruito secondo criteri filologici e frutto di un attento lavoro di ricerca storica.

L’iniziativa è promossa da Massimo Di Prospero, presidente dell’Associazione Culturale Sportiva Athena, con l’obiettivo di valorizzare, salvaguardare e riscoprire gli usi e costumi del territorio. Questa volta l’attenzione è puntata sulle fogge popolari, espressione autentica dell’identità locale.

Abito tradizionale femminile di Pratola Peligna

Ogni regione, e spesso ogni singolo paese, custodisce il proprio abito tradizionale, simbolo di appartenenza che in alcune zone d’Italia viene ancora oggi indossato con orgoglio durante le ricorrenze e le manifestazioni. Fu re Ferdinando IV di Borbone a documentare per primo le fogge del Regno di Napoli, di cui l’Abruzzo faceva parte. Nel tempo, quegli abiti affascinarono viaggiatori e artisti europei: da Goethe a Stendhal, da Lamartine a Andersen, in molti si soffermarono a descriverli e a ritrarli.

“La copia dell’abito tradizionale femminile di Pratola Peligna di fine Ottocento e inizi Novecento è stata ricostruita in modo filologico – spiega Massimo Di Prospero – tenendo conto delle informazioni orali tramandate nel tempo ma soprattutto della documentazione storica in nostro possesso. Si tratta di un patrimonio storico-culturale che riteniamo fondamentale conservare e tutelare”.

Un lavoro che ha ottenuto il vaglio di una commissione composta da Silvana Leombruno, costumista; Edoardo Puglielli, storico; Ennio Bellucci, giornalista; Franca Bianchi, già presidente della Pro Loco di Pratola Peligna; Vincenzo Pizzoferrato, storico; e Marianna Iacobucci, costumista.

L’esposizione rappresenta un’occasione per la comunità di riappropriarsi di un tassello della propria memoria collettiva, riscoprendo attraverso un abito la storia, le tradizioni e l’identità di un intero paese.

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