L’AQUILA PROBLEMA SICUREZZA. FURTI IN ABITAZIONI NEGOZI E DROGA: DELINQUENZA TANTA E QUESTURA VUOTA
L’AQUILA – Affrontare il problema sicurezza in città è diventata una priorità assoluta. Furti in abitazioni e negozi a ripetizione, centrali di spaccio con migliaia di giovani che acquistano droga. Piccole violenze quotidiane che rendono la società di tutto il comprensorio comunale, poco sicura. Parlare di queste problematiche è oggettivo. Quindi bisogna cercare le ragioni che hanno portato a questo disagio collettivo. Vado subito al cuore del problema: gli organici della Questura dell’Aquila sono al lumicino. Mancano almeno 40 agenti per poter controllare il territorio e garantire sicurezza agli aquilani dal centro storico all’ultimo paesello dell’intero comune. Questa la realtà più volte segnalata dai sindacati di polizia, ma ignorata sistematicamente da chi dovrebbe istituzionalmente assumere agenti per completare una pianta organica dove 10 agenti di polizia vanno in pensione e due ne assumono. Un inciso al fenomeno della spaccio di droga. Il mercaro della droga in città è determinato da chi ne fa uso. Gli spacciatori esistono perché c’è chi chiede cocaina, eroina e altre sostanze. Come esistono i panificatori dell’ottimo pane aquilano, perché c’è chi chiede pane. Le semplificazioni intorno a questi problemi (sicurezza e uso di sostanze stupefacenti), non risolvono nulla. Invece di giudicare, forse è meglio riflettere, analizzare e poi parlare. Questa la via maestra per affrontare e risolvere i problemi. In ogni campo della vita sociale. Per quel che riguarda la prevenzione dei reati legati alla sicurezza pubblica, i cittadini facciano proprie le richieste del sindacato della Polizia di Stato: si rivolgano al ministro dell’Interno per convincerlo ad assumere gli agenti che mancano in organico, adeguando pure al costo della vita il misero stipendio che il governo dà ai tutori dell’ordine pubblico.
Giosafat Capulli



