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CHIRURGIA OCULISTICA A CASTEL DI SANGRO, NUOVO IMPULSO AL PRESIDIO OSPEDALIERO

CASTEL DI SANGRO, 11 febbraio – Un polo di chirurgia oculistica prenderà forma nell’ospedale di Castel di Sangro, segnando un passaggio significativo nel percorso di rilancio del presidio sanitario dell’Alto Sangro. Con l’avvio della chirurgia ambulatoriale oftalmica si rafforza l’offerta specialistica sul territorio, con ricadute dirette anche sulla riduzione delle liste d’attesa.

Il punto è stato fatto nel corso di un incontro operativo che si è svolto nella sede aziendale della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, alla presenza dei vertici sanitari e del sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso. Il summit è servito a definire gli ultimi passaggi organizzativi e tecnici necessari per l’avvio delle attività chirurgiche in ambito oculistico all’interno del presidio cittadino.

«Il risultato è frutto di un percorso istituzionale costruito nel tempo, basato su un confronto costante con la direzione aziendale della ASL e con i professionisti sanitari coinvolti, finalizzato a restituire centralità e funzionalità a un presidio fondamentale per le comunità dell’area», ha spiegato il primo cittadino.

L’attivazione della chirurgia ambulatoriale oftalmica consentirà di ampliare in modo significativo le prestazioni specialistiche erogate direttamente in loco, evitando ai cittadini spostamenti verso altri ospedali della provincia e garantendo tempi di risposta più rapidi ed efficienti, in particolare per quanto riguarda gli interventi oculistici.

«L’avvio del nuovo servizio rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento della sanità di prossimità», ha aggiunto Caruso, sottolineando come l’amministrazione comunale abbia seguito con determinazione l’evoluzione del progetto, inserendolo tra le priorità dell’azione amministrativa.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dell’ospedale di Castel di Sangro, fondata sulla specializzazione, sull’integrazione con la rete dei servizi sanitari e sull’attenzione concreta ai bisogni delle aree interne, nel segno del diritto alla salute e dell’equità di accesso alle cure.

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