TERME DI CARAMANICO: LA SVOLTA ARRIVA DA POPOLI. PRONTA L’OFFERTA PER RIAPRIRE IN TRE MESI
Il rilancio delle Terme di Caramanico potrebbe non passare per l’ennesima asta pubblica, ma per un’operazione a trattativa privata guidata da chi il termalismo abruzzese lo sta già rivoluzionando. Dopo il fallimento dell’ottavo tentativo di vendita giudiziaria, la società Terme Inn Popoli ha rotto gli indugi presentando un’offerta d’acquisto irrevocabile fuori asta, mettendo sul tavolo 1,2 milioni di euro e un piano di investimenti massiccio per far ripartire i motori di una struttura ferma da cinque anni.
Una rete termale regionale
L’iniziativa imprenditoriale, guidata da Fabio Fava, punta a creare un vero e proprio polo del benessere nel Centro Italia. Dopo aver riattivato con successo lo stabilimento di Popoli nel 2022 e aver stretto una sinergia strategica con le Terme di Ovidio a Raiano, il gruppo mira ora a integrare Caramanico nel circuito. L’obiettivo non è solo commerciale, ma anche sociale: l’intento dichiarato è quello di frenare lo spopolamento e risollevare l’indotto turistico di un comprensorio stremato da anni di inattività e chiusure.
I dettagli della proposta: tempi certi e restyling
La proposta d’acquisto è stata trasmessa ai curatori fallimentari e alla Regione Abruzzo, con la richiesta formale di sottoporla al giudice delegato e al comitato dei creditori. Il progetto prevede l’acquisizione completa del complesso: dagli ambienti per le terapie all’Hotel Maiella, includendo uffici, parcheggi, arredi, macchinari e i terreni limitrofi.
A stupire è soprattutto la tempistica: la società si impegna a riaprire i cancelli entro soli 90 giorni dalla consegna del complesso. Per farlo, oltre al milione e duecentomila euro per l’acquisto, il gruppo è pronto a investire ulteriori 5 milioni di euro necessari per un restyling profondo. Gli interventi prioritari riguardano la modernizzazione della Spa, il rinnovo delle piscine, l’aggiornamento tecnologico degli impianti e la bonifica urgente delle coperture in amianto.
Il nodo delle acque e il valore di mercato
L’offerta si muove su un binario parallelo rispetto alla concessione delle acque minerali, su cui la Regione mantiene il controllo tramite un bando specifico. La Terme Inn Popoli ha già manifestato la volontà di partecipare alla procedura per le sorgenti, pur consapevole che non avrà più l’esclusiva assoluta come in passato, vista la necessità di garantire l’uso delle acque anche alle altre strutture ricettive del territorio.
Sul fronte economico, la cifra proposta – sensibilmente inferiore ai valori d’asta iniziali che superavano i 15 milioni – viene giustificata con l’analisi dei costi di ripristino (stimati tra 1,5 e 3 milioni) e con il confronto con altre realtà nazionali. Esempi come Salsomaggiore, Salice o le stesse terme di Popoli e Raiano dimostrano che il valore di questi complessi, spesso gravati da pesanti oneri di manutenzione, si è stabilizzato su cifre simili. A differenza di Popoli, che richiedeva solo piccoli interventi, Caramanico necessita di una ricostruzione d’immagine e strutturale completa per intercettare il nuovo mercato del benessere.




Per fortuna che c’è qualcuno di sveglio in giro.
L’asta giudiziaria era assurda e speriamo non rendano la vita più difficile di quanto sia già a imprenditori e compagnia.
Oltre al valore imprenditoriale sono da apprezzare e la valorizzazione del “Centro Abruzzo” e l’aspetto sociale.