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GIORNO DEL RICORDO: PRATOLA PELIGNA OMAGGIA TITO GIANNANTONIO E LE VITTIME DELLE FOIBE

Il silenzio di zona Capo Croce, interrotto solo dalle note del “Silenzio” e dal fruscio del vento, ha fatto da cornice questa mattina alla celebrazione del Giorno del Ricordo. Una cerimonia sentita, voluta dall’Amministrazione comunale per onorare la memoria delle migliaia di italiani vittime delle foibe e dell’esodo dalle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia.

Al centro della commemorazione, la figura di Tito Giannantonio, il concittadino pratolano che pagò con la vita il servizio prestato allo Stato. Maresciallo della Guardia di Finanza in forza alla caserma di Basovizza, nel triestino, Giannantonio scomparve nel nulla durante l’avanzata delle milizie jugoslave, finendo nel tragico elenco degli infoibati.

La Storia restituita alla memoria

Per decenni, la tragedia del confine orientale ĆØ rimasta una pagina strappata dai libri di storia. Solo con la Legge del 2004 il Parlamento italiano ha restituito piena dignitĆ  a questi eventi, istituendo il 10 febbraio come data simbolo.

“Rinnoviamo anche quest’anno il ricordo commosso di tutta la comunitĆ  verso Tito Giannantonio”, ha dichiarato il Sindaco Antonella Di Nino durante la deposizione di una corona di fiori. “Le tragiche lezioni del Novecento devono essere un monito costante per scongiurare, ogni giorno, guerre e distruzioni che segnano irrimediabilmente le coscienze”.

Una ferita del Novecento

Il contesto rievocato durante la cerimonia ĆØ quello dei mesi convulsi tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 e il secondo dopoguerra. In quei territori, l’intento di sradicare la presenza italiana portò all’esecuzione sommaria di militari e civili da parte delle formazioni legate al regime di Tito. Molti furono gettati nelle foibe, le profonde cavitĆ  carsiche del territorio giuliano, mentre migliaia di altri furono costretti a un esodo forzato, lasciando case e radici per sfuggire alle persecuzioni.

Un impegno civile

L’omaggio di Pratola Peligna non ĆØ stato solo un atto dovuto alla memoria di un suo figlio caduto, ma un momento di riflessione collettiva. La cerimonia a Capo Croce ha ribadito la necessitĆ  di mantenere vivo il ricordo affinchĆ© l’ideologia non torni mai più a prevalere sul valore della vita umana.

La figura del Maresciallo Giannantonio resta oggi, per la comunitĆ  pratolana, il simbolo di un sacrificio silenzioso che finalmente ha trovato il suo posto nella storia d’Italia.

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