COMUNI MONTANI CANCELLATI. DI MARCO:”MESSAGGIO DEVASTANTE PER AREE INTERNE”
PESCARA – āUna destra che arriva persino a rivendicare come āvittoriaā i tagli ai Comuni montani, sostenendo di essere riuscita a contenerli e ammettendo di fatto di non aver convinto il governo amico, manda un messaggio pessimo alle comunitĆ che oggi pagano il prezzo più alto delle scelte introdotte dalla legge Calderoli. Ć una narrazione che scarica sulle aree interne il peso di decisioni sbagliate e profondamente miopi, ma che rivela la debolezza di chi guida lāAbruzzo verso il governo politicamente amico. Non contiamo abbastanza per ottenere una vittoria piena. Questa ĆØ la storia, non quella che lāassessore Santangelo sta cercando di far passare pubblicamenteā, cosƬ commenta il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio e componente delĀ Comitato per la legislazione del Consiglio regionale, lāesclusione di 26 Comuni abruzzesi dalle coperture della legge Calderoli.
āLa propaganda a ogni costo diventa una presa in giro quando a soccombere sono i territori, i sindaci e i cittadini costretti a fare i conti con meno servizi, meno risorse e meno futuro ā sottolinea il consigliere impegnato da tempo sul tema delle aree interne e riconfermato presidente dellāassociazione Borghi più Belli dāItalia in Abruzzo e Molise – . Sono vicino aiĀ 26 Comuni abruzzesi colpiti, che continuerò a sostenere, perchĆ© rischiano di restare senza fondi e senza tutele, mentre la stessa Regione Abruzzo li ha spinti, con proprie leggi, verso un percorso che oggi viene reso impossibile e contraddittorio. Ć ancora più grave che tutto questo avvenga lasciando al paloĀ due anni di lavoro serio, condiviso e trasversale,Ā portato avanti in seno al Comitato per la legislazione del Consiglio regionale, anche grazie allāimpegno della presidenteĀ Carla Mannetti, alla quale va riconosciuta unāattenzione mancata alla sua maggioranza e che con noi membri di questo organismoĀ aveva costruito un confronto concreto, responsabile e condiviso sul futuro dei territori montani e delle aree interne. Un lavoro che oggi viene di fatto smentito, salvo poi vantarsene anche pubblicamente, tentando un vittimismo che non ĆØ cosa credibile dopo gli impegni presi e le tante privazioni riservate dalla destra alla nostra comunitĆ per i tanti fallimenti. Questa non ĆØ autonomia: ĆØĀ scaricabarile istituzionale. Non ĆØ responsabilitĆ : ĆØĀ abbandono dei territori più fragili, e questa ĆØ la cosa più grave e ingiustificabile sia politicamente, sia amministrativamente. Noi stiamo dallāaltra parte: con le comunitĆ penalizzate, con chi difende le aree interne, con chi avanza proposte per ridurre i disagi e costruire soluzioni, non con chi racconta i tagli come successi. LāAbruzzo interno non deve diventare āUn mondo a parteā, nĆ© ĆØ una tabella da riscrivere o cancellare: ĆØĀ parte viva della nostra Regione. E non può, nĆ© deve, essere lasciato solo. Su questo fronte continueremo a lavorare e a contrastare ogni scelta che indebolisce i Comuni e compromette il loro futuroā.



