CABBIA DI MONTEREALE. IL CARNEVALE DEI CABBIESI CHE VIVONO A ROMA
di Nando Giammarini
ROMA – Il carnevale dei cabbiesi a Roma. Un vecchio detto popolare recita:ā A carnevale ogni scherzo valeā. E’ proprio cosi. Febbraio oltre alla fama di essere un mese che abbiamo sempre relegato ad un periodo dell’anno negativo dovuto non solo al clima ma anche alla situazione generale che in montagna rappresenta una fase di transizione. Pur con tutti i suoi problemi. Quindi un periodo di ansia e, al contempo, di fiducia e speranza. . Ma febbraio ĆØ anche il mese del carnevale: la festa più pazza e variopinta dell’anno, dove tutto, o quasi tutto, ĆØ permesso: dove lo scherzo, il gioco, la finzione diventano regola. Esso si svolge quasi sempre con sfilate e mascheramenti di ogni genere che affondano le proprie radici nella realtĆ contadina. Anche Cabbiese. Il secondo mese dell’anno, infatti, ĆØ legato ai festeggiamenti per la prossima fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera; gli uomini credevano di poter scacciare gli spiriti maligni coprendo i loro volti con maschere che li rendevano più simili alle bestie. Lo scorso sabato sera a partire dalle ore 20:30, a Roma presso la Ristopizzamania Breda in via Ercole Marelli 29, in territorio del VI municipio del comune di Roma, a Villaggio Breda, si ĆØ tenuta la festa di carnevale dei cabbiesi giĆ realizzata negli anni precedenti e sospesa in seguito alla pandemia. Un bellissimo incontro di compaesani ed amici di vecchia data che si sono ritrovati per trascorrere insieme una magnifica serata tra amicizia, cordialitĆ , spensieratezza e scherzi. Come da antica tradizione di quel magico paesello di montagna in cui, come in ogni ComunitĆ ,ci può essere qualche schrezio, ma in linea di massima oserei dire ci sentiamo tutti una famiglia. Prova provata ne ĆØ il fatto che in caso di difficoltĆ si attiva automaticamente quella forma di āsolidarietĆ popolareā che a Cabbia non ha mai lasciato solo nessuno. Altra bellissima nota di merito ĆØ quella per cui anche i cabbiesi acquisiti si sono ben integrati nel contesto paesano e ci vengono volentieri. Ma torniamo alla bella festa di ieri sera egregiamente organizzata da Mario Di Giamberardino con la preziosa collaborazione di sua moglie Annamaria che ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone nella maggior parte cabbiesi tra cui molti nostri giovani: fiducia e speranza del domani. Siamo arrivati, intorno alle 19:45 e molti giĆ c’erano; siamo stati accolti da un’armonia festosa in una splendida e luminosa sala con tavoli guarniti da ricche e gustose libagioni. Mentre la gente continuava ad arrivare ci siamo intrattenuti nei saluti di rito e qualche battuta come si costuma tra amici del montano ambiente. La musica suonava e molti si sono dilettati in un simpatico karaoke nel corso della cena. Prima dei dolci tipici del periodo, castagnole e frappe, seguiti da una squisita torta c’ĆØ stata – dopo un paio di sfilate, in un contesto di risate, allegria e sfottò generale – la simpatica premiazione della maschera più bella. Andata ad una una bambina bionda, dai riflessi pronti e dalla dialettica facile e spigliata, mascherata con un vestito improvvisato da lei stessa sul momento. Le ore sono volate via senza accorgercene tra piacevoli dialoghi e degustazione della cena tra amici e compaesani. Si era fatta quasi l’una quando, salutandoci, abbiamo ripresa la via di casa. Confortati dalla splendida riuscita della festa che replicheremo sicuramente l’ anno prossimo. In conclusione un sentito ringraziamento al personale di sala che con il proprio lavoro ne ha permesso la spettacolare realizzazione.Analogo ringraziamento rivolgo a tutti i compaesani intervenuti nella ferma convizione che il nostro paese vive e si nutre anche di simili, allegre, circostanze che gli conferiscono lustro e visibilitĆ .




