E pensare che c'era il pensieroHomeIn Evidenza

IL GUERRIERO DI CAPESTRANO? MA VA’…

di Luigi Liberatore
È brutto il guerriero di Capestrano. È brutto perché di guerriero non possiede nulla e quel cappellaccio in testa ne fa una macchietta più di un combattente. È perfino angosciante, come mi sembra di aver già scritto, per l’insieme delle proporzioni che dovrebbero indurre gli studiosi a ritenerlo abusivo ictu oculi. Eppure si è voluto assegnare a quella statua un valore assoluto come reperto del VI secolo a.c., trovata a più riprese, cioè a pezzi, da un agricoltore che nel 1934, in pieno regime fascista, pensava secondo me più a come sfamare la famiglia coi suoi rudimentali attrezzi che ad esaltarsi per quegli inciampi pietrosi gli impedivano di arare. Guardatelo bene il presunto guerriero; Possiede fianchi femminili e la lancia che gli hanno messo tra le mani, con quei rapporti atipici di un fisico ambiguo, finisce col rendere credibile un falso. Potrebbe fare pubblicità ai pastelli Giotto .D’altronde tutto nasce in pieno regime fascista, un tempo nel quale l’imbroglio era una caratteristica di Stato per cui non ci meraviglia nemmeno la circostanza che alcuni abbiano voluto vederci nel volto del presunto guerriero di Capestrano fattezze che richiamano Mussolini. Dal 2024 quel brutto “anatroccolo” già di per sé abusivo fa bella mostra nel gonfalone della regione Abruzzo abusivamente, dico, perché pende sulla autenticità della statua un processo ancora in atto. Il regista Alessio Consorte sostiene che il guerriero di Capestrano sia un falso perché non sono mai giunti accertamenti scientifici sui materiali eseguiti con tecniche avanzate ( tra cui la fluorescenza ai raggi X) che Consorte ha chiesto a Ministero e Soprintendenze competenti che dicono di esistere ma che non hanno mai fornito. Ora la vicenda è finita in Procura vista la resistenza a poter accedere agli atti per via amministrativa. Da profano mi sono convinto che ci siano tanti motivi per dubitare del “guerriero” a cominciare dall’epoca del ritrovamento, era fascista, per concludere con l’antiquario napoletano fautore della “scoperta” archeologica in quel 1934. Infine non ho mai capito quali ragioni abbiano spinto la Regione Abruzzo a modificare il gonfalone sovrapponendo ai colori quel brutto “signore”. Mi accorgo di essere ingenuo. Ma dalla Destra, vecchia e nuova, cosa ci si può mai aspettare?
Un tempo erano guerrieri, oggi hanno il viso d’angelo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *