DON GIOVANNI GATTO HA SCOPERCHIATO LA PENTOLA. TANTI SACERDOTI VOGLIONO SPOSARSI
MILANO – ( dal Corriere della Sera)Ā
Dopo la lettera a papa Leone XIV e lāannuncio della richiesta di dispensa dal sacerdozio, per don Giovanni Gatto, Trevigiano di origine, non ĆØ arrivato il silenzio. Al contrario. Unāondata di telefonate, messaggi, confidenze. Preti in attivitĆ , sacerdoti in crisi o che hanno giĆ lasciato la tonaca, famiglie nate dopo lāabbandono dei voti. Un coro sommerso che, dopo la sua scelta, ha trovato una voce.
Dopo la lettera a papa Leone XIV e lāannuncio della richiesta di dispensa dal sacerdozio, per don Giovanni Gatto, Trevigiano di origine, non ĆØ arrivato il silenzio. Al contrario. Unāondata di telefonate, messaggi, confidenze. Preti in attivitĆ , sacerdoti in crisi o che hanno giĆ lasciato la tonaca, famiglie nate dopo lāabbandono dei voti. Un coro sommerso che, dopo la sua scelta, ha trovato una voce.Le telefonate sono diventate centinaia, racconta don Giovanni. Ā«Mi hanno chiamato tantissimi preti in attivitĆ . Mi hanno detto: grazie, perchĆ© hai espresso tu quello che noi non riusciamo nemmeno a pensare ad alta voceĀ». Ć qui che la sua storia personale smette di essere solo una scelta individuale e diventa uno specchio collettivo. Ā«Questa non ĆØ unāeccezione. Ć una realtĆ enorme, nascosta, che la Chiesa conosce ma di cui non parlaĀ». Don Giovanni usa parole dure, ma mai polemiche. Ā«Stiamo vivendo una grande ipocrisia, una paradossalitĆ . Ci sono preti che celebrano, che predicano, che ascoltano le famiglie, ma poi tornano a casa e vivono una solitudine che li divora. Altri vivono relazioni affettive vere, profonde, ma devono tenerle nascoste come se fossero una colpaĀ».




Faccio notare che il parroco si chiama Don Giovanni ed ĆØ tutto dire!
la soluzione sono le comunitĆ presbiterali ,per la piccola opinione