DALL’ABRUZZO AL FUTURO DELL’ENERGIA GREEN: LA PIANTA BIOIBRIDA CON IL DNA DI SULMONA
Nasce in Italia la prima pianta bioibrida capace non solo di crescere, ma anche di produrre energia. Un organismo vegetale potenziato, in grado di assorbire più luce solare, catturare maggiori quantità di anidride carbonica e liberare più ossigeno rispetto a una pianta naturale. Un’innovazione che apre scenari nuovi per l’energia green e che porta con sé anche un forte legame con Sulmona.
A guidare lo studio è Manuela Ciocca, ricercatrice in Fisica sperimentale presso la Libera Università di Bolzano, originaria di Sulmona e figlia dell’ex segretario comunale Orlando Ciocca. È lei l’ideatrice del modello di pianta bioibrida, un progetto che fonde biologia e materiali avanzati.
La pianta bioibrida, spiega Ciocca, è un vegetale in cui vengono integrate componenti artificiali: polimeri organici a base di carbonio, fotosensibili, capaci di assorbire la luce solare. Queste nanoparticelle funzionano come vere e proprie “antenne luminose” aggiuntive, ampliando lo spettro della luce utilizzabile dalla pianta e rendendo il processo fotosintetico molto più efficiente rispetto alle condizioni naturali.
Il potenziale applicativo è ampio. Questi sistemi viventi ibridi potrebbero essere impiegati per la produzione di biomassa green e, soprattutto, per la produzione di energia pulita, andando in futuro a integrare – o addirittura a sostituire – celle solari fotovoltaiche e fotobioreattori. Un’idea che ribalta il concetto tradizionale di impianto energetico, trasformando organismi viventi in alleati attivi della transizione ecologica.
La ricerca è frutto del lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori della Facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano ed è stata sviluppata dal Sensing Technologies Lab di unibz, guidato dalla professoressa Luisa Petti, in collaborazione con la Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari, il Centro di Competenza per la Salute delle Piante e il gruppo di ricerca PRIME (Printable Materials for Sustainable Optoelectronics & Photonics).
Al progetto hanno partecipato anche importanti centri di ricerca nazionali e internazionali: la Fondazione Bruno Kessler, Eurac Research, la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, l’Istituto dei Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed Elettra Sincrotrone Trieste.
Un risultato scientifico di rilievo internazionale che, partendo dai laboratori di Bolzano e dai network europei della ricerca, riporta simbolicamente Sulmona e l’Abruzzo dentro una delle sfide decisive del nostro tempo: quella di un’energia davvero sostenibile, capace di crescere – letteralmente – insieme alla natura.




Alla Dottoressa Manuela Ciocca sinceri e copiosi rallegramenti per l’innovativa ed importante ricerca condotta, unitamente a sentimenti di particolare stima e considerazione come sempre esternati al caro Orlando.
Giancarlo D’Alessandro
Bravissima