PD REGIONALE. MARINELLI E PECORALE “MORTI SUL LAVORO. STRAGE CHE IMPONE SCELTE POLITICHE VERE”
PESCARA – Daniele Marinelli e Monia Pecorale su aumento infortuni: Numeri che non fanno festa: āPer celebrare lāoccupazione bisogna serrare le fila sulla sicurezza, la Regione lo facciaā.Ā āLa strage dei morti sul lavoro e degli infortuni ĆØ unāemergenza infinita diventata normalitĆ . Non ĆØ un fenomeno, ĆØ assenza di coscienza e senso di colpa.Ā Ā I dati su incidenti e vittime in Abruzzo mostrano un peggioramento che non può essere ignorato. Non parliamo di numeri, ma di vite spezzate e famiglie lasciate sole. Attorno a questa tragedia si ĆØ creata in Abruzzo una pericolosa assuefazione che va spezzataā, cosƬ il segretario regionaleĀ Daniele MarinelliĀ eĀ Monia Pecorale, delegata per il Lavoro della segreteria regionale PD.
āLe cause sono molteplici: in alcuni casi la logica del profitto prevale sulla sicurezza, vista come un costo. Ma, ancora prima, ĆØ il sistema istituzionale e politico a non garantire fino in fondo il rispetto delle norme – rimarca gli esponenti Dem – . La prevenzione, infatti, ĆØ frammentata tra troppe strutture con competenze sovrapposte, mentre gli organici ispettivi restano insufficienti. Ā«Si bandiscono concorsi che spesso vanno deserti, perchĆ© agli ispettori si chiedono sempre più responsabilitĆ senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. Preoccupano anche le scelte nazionali che hanno limitato lāefficacia dei controlli. Tra scudi ispettivi, riduzione delle verifiche e preavvisi alle aziende, si svuota il senso stesso delle ispezioni a sorpresa. Allo stesso modo, strumenti come la patente a crediti rischiano di trasformarsi in un ulteriore onere burocratico senza reale efficacia preventiva.
Non si può esultare per aumenti dellāoccupazione se si tratta di lavoro precario e insicuro. Senza stabilitĆ e qualitĆ non cāĆØ vero sviluppo. LāAbruzzo, oggi, sconta lāassenza di una politica attiva del lavoro incisiva e di una visione industriale capace di affrontare le crisi in atto, sempre più numerose e pesanti, con il rischio concreto di una crisi sociale diffusa. Non ĆØ fatalitĆ , ĆØ anche il risultato di scelte politiche sbagliate o mancate. Alla Regione chiediamo di farsi portavoce presso il Governo della necessitĆ di rafforzare controlli, prevenzione, formazione e politiche industriali. La sicurezza deve diventare una prioritĆ concreta, non uno slogan. Il pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, che troppo spesso restano sole anche dopo i riflettori. A loro dobbiamo non solo vicinanza, ma un impegno vero perchĆ© lavorare non significhi rischiare la vitaā.



