FERDINANDO DI ORIO. LE RAGIONI PER VOTARE NO AL REFERENDUM GIUSTIZIA
di Ferdinando Di Orio*Ā
L’AQUILA – AL REFERENDUM VOTERĆ NO PERCHĆ Eā SEMPLICEMENTE GIUSTO PUR ESSENDO STATO VITTIMA DELLA GIUSTIZIA INGIUSTA. Da buon inveterato āsecchioneā non mi sono fidato degli slogan e ho studiato i quesiti posti dal referendum.
Pur di non facile decriptazione sono arrivato per conto mio a comprendere che la motivazione profonda di questo referendum ĆØ la vendetta della politica nei confronti della magistratura colpevole di far rispettare la legge senza scorciatoie. Non credo e non crederò mai al primato della politica su tutto il resto del tipo āsono stato votato/a e adesso comando ioā. Il nostro Paese grazie ai nostri Padri costituenti si regge su un equilibrio di poteri che nessuno può infrangere .
Questo pur avendo sofferto sulla mia pelle una magistratura che in modo ingiusto ha stravolto la mia vita e quella della mia famiglia .
Sono stato condannato pur totalmente innocente, ho subito lo scherno di chi diceva ānon servono buoni avvocati ma avvocati che conoscono i giudiciā, ho subƬto la dimostrazione del più losco dei poteri quando fu condotto a lāAquila il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura per dimostrare la vicinanza a chi mi accusava, ho subƬto la manifestazione di scomposta gioia di un giudice del tribunale dellāAquila alla notizia che veniva da Roma della mia condanna, ho subƬto lāaccusa infamante, respinta da un giudice onesto, che avrei usato la mia carica di Rettore per lucrare sugli stabili che disperatamente cercavo di acquisire per far ripartire lāUniversitĆ dopo il terremoto.
Ma tutto questo appartiene alla mia dolorosa storia personale e non deve incidere sulla mia onestĆ intellettuale.
Sul referendum si gioca lāequilibrio dei poteri nel nostro Paese che dovranno restare tali chiunque sia chiamato pro tempore a governare e pertanto voterò NO .
*Onorevole ed ex Rettore UniversitĆ dell’AquilaĀ





Solo un apparato degenerato e mal funzionante potrebbe condannare una persona totalmente innocente.
CāĆØ bisogno di cambiare passo in qualche modo e depoliticizzare la magistratura ormai cosƬ deviata.