SCIOPERO DEI LAVORATORI TUA. ERANO 1600 ORA 1350. TRASPORTO PUBBLICO DA RIVEDERE
L’AQUILA – “Oggi allāAquila ho partecipato allo sciopero TUA indetto da tutte le sigle sindacali unite, per portare la mia solidarietĆ ai 1350 lavoratori e lavoratrici dellāazienda dei trasporti partecipata al 100% dalla Regione, che giĆ sono stati ridimensionati a partire dai 1600 che erano in passato. Ci tengo ad annunciare allora la richiesta di convocazione della commissione regionale in cui, insieme allāazienda, siano convocati i sindacati (e che siano messi in condizione di replicare allāAssessore e allāAzienda), per portare anche in quella sede le numerose rivendicazioni che hanno portato oggi in piazza, a partire dallāincertezza sulle prospettive di rinnovo del contratto di servizio, in vista della scadenza del contratto a gennaio 2027, qualcosa su cui la destra ĆØ tenuta a fornire più di una rassicurazione e su tutte le altre denunce e rivendicazioni che provengono dal personale TUA. Se non verrĆ subito calendarizzata una commissione chiederemo la convocazione, in alternativa, un Consiglio straordinario. Il trasporto pubblico in Abruzzo continua a essere, con la sanitĆ – insieme alla quale costituisce circa lā80% del bilancio regionale – lāemblema del totale fallimento dellāamministrazione Marsilio (denunciato da pezzi della Maggioranza), in quanto, come più volte ribadito, mancano drammaticamente i collegamenti con le localitĆ turistiche, il biglietto unico per lāarea del capoluogo di Regione e Teramo – da me più volte richiesto – ĆØ fermo e non cāĆØ ancora una linea che colleghi LāAquila con lāaeroporto. Senza contare lāincredibile occasione persa dalla Regione e in particolare dal più contiguo territorio aquilano, per il giubileo 2025, quando, a Roma, sono arrivati 34milioni di pellegrini di cui lāAbruzzo ĆØ riuscito a intercettare a malapena qualche dozzina di boy-scout. La destra deve smettere di applicare la furba strategia del carabiniere buono e quello cattivo e iniziare ad ascoltare, seriamente, le esigenze di lavoratori e sindaci per garantire il diritto alla mobilitĆ , specialmente nelle aree interne. A tal proposito nel 2023 sono stato il primo e unico a contestare immediatamente lāintenzione della Giunta regionale di privatizzare, a partire da gennaio 2024, alcune corse della TUA definite āa carattere marginaleā guarda caso solo nelle aree interne. Peccato che allora però a destra fossero tutti allineati, mentre ora qualcuno si accorge dellāerrore. Meglio tardi che mai, certo, ma si cambi subito rotta. La veritĆ ĆØ che sul trasporto pubblico manca una strategia di sistema da parte di Marsilio e soci che non hanno mai voluto prendere in considerazione quella del professor DāAmico di renderlo gratuito per tutti”.
*Consigliere regionaleĀ




