CronacaHomeIn Evidenza

RANDAGI, TRASFERIMENTO PARTITO DOPO LA PROTESTA: I VOLONTARI TENUTI FUORI DAL CANILE

SULMONA, 06 Febbraio – È iniziato solo dopo momenti di tensione e proteste il trasferimento dei cani randagi sulmonesi dal canile di Collelongo a quello di Ortona, in attesa del rientro nella struttura comunale di Noce Mattei. Un’operazione che durerà circa cinque mesi e che ieri ha visto partire i primi quattro cani, ma solo dopo l’intervento deciso dei volontari.

Il trasloco avrebbe dovuto prendere il via già nei giorni scorsi, ma era stato bloccato dai carabinieri forestali perché il mezzo adibito al trasporto non era risultato idoneo. A questo stop si è aggiunta la protesta dei volontari e dei comitati animalisti, che si sono ritrovati davanti alla struttura senza poter entrare, nonostante fossero in possesso dell’autorizzazione al trasferimento dei cani.

“Il trasferimento è iniziato solo dopo che i volontari avevano manifestato davanti alla struttura, tenuti fuori dal canile nonostante avessero l’autorizzazione al trasferimento dei cani, preoccupati per la sorte degli animali e per la lentezza delle procedure”. Una situazione che ha esasperato animi già provati da mesi di attesa e incertezze.

Il cartello apposto sulla porta del canile di Collelongo

Solo dopo la protesta e il confronto con le autorità è stato possibile caricare sul pulmino i primi quattro cani, avviando un trasferimento che avverrà a scaglioni per consentire la quarantena degli animali destinati al canile di Ortona, gestito dalla Lida, aggiudicataria dell’appalto provvisorio.

Resta però irrisolta la questione del canile di Noce Mattei. I lavori nella struttura sulmonese sono conclusi da tempo, ma il canile continua a rimanere chiuso. Un nodo che il Comitato tutela dei cani non smette di denunciare.

“Dopo un anno e mezzo dalla conclusione dei lavori riteniamo assurdo perdere altro tempo e costringere i cani a continui trasferimenti – ha ribadito Daniela Colaberardino –. Il sindaco di Sulmona ha l’autorità e la possibilità di riaprire subito il canile. Lo faccia, evitando a questi animali inutili pellegrinaggi”.

I volontari esprimono anche un timore più profondo: che il protrarsi della situazione finisca per danneggiare ulteriormente i randagi. “Non vogliamo pensare che si stia perdendo tempo affinché pian piano si riducano a zero i cani ricoverati – aggiunge Colaberardino – anche perché nelle strade ce ne sono ancora tanti che avrebbero bisogno di essere accolti”.

La partenza dei primi quattro cani rappresenta quindi solo un passaggio intermedio in una vicenda ancora carica di criticità, che continua a vedere i volontari in prima linea per chiedere soluzioni rapide, trasparenti e soprattutto rispettose del benessere degli animali.,

2 commenti riguardo “RANDAGI, TRASFERIMENTO PARTITO DOPO LA PROTESTA: I VOLONTARI TENUTI FUORI DAL CANILE

  • Sono cani fortunati, forse così sopravviveranno lontani dalla discarica Cogesa e i suoi veleni.

    Risposta
  • tutti i volontari auspicano la riapertura del canile di Sulmona. una struttura rimessa a nuovo che potrebbe diventare intercostale, un servizio a disposizione dei cittadini di Sulmona e dei comuni della valle peligna… aperta e rispettosa del benessere animale, senza scopo di lucro. ma questo dà fastidio al bilancio di qualche imprenditore.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *