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SULMONA, INCUBO IN FAMIGLIA: INDAGATO 56ENNE PER MALTRATTAMENTI ALLA MOGLIE

Un clima di vessazioni sistematiche, consumate tra le mura domestiche ma esplose talvolta anche in pubblico, davanti a familiari e persino alle forze dell’ordine. ƈ questo il quadro delineato dalla Procura della Repubblica di Sulmona nei confronti di un uomo di 56 anni, accusato di aver sottoposto la moglie a una prolungata sequenza di violenze fisiche e psicologiche.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il rapporto sarebbe stato segnato per circa cinque anni da continui atteggiamenti denigratori. L’uomo si sarebbe rivolto alla consorte – più giovane di 14 anni – con epiteti ingiuriosi e mortificanti, volti a lederne la dignitĆ  e l’integritĆ  personale.

Oltre alla violenza verbale, l’indagato avrebbe esercitato una forte pressione psicologica attraverso minacce legate a una possibile separazione: l’uomo avrebbe prospettato alla donna gravi ritorsioni personali e il totale blocco delle risorse economiche (i cosiddetti “rubinetti chiusi”), nel tentativo di scoraggiare ogni tentativo di allontanamento.

Le indagini hanno ricostruito una cronistoria di aggressioni fisiche particolarmente brutali:

  • Agosto 2021: In occasione del quarantesimo compleanno della donna, quello che doveva essere un giorno di festa si sarebbe trasformato in un incubo, con la vittima colpita da pugni e schiaffi al capo che le avrebbero lasciato lividi su braccia e gambe.

  • Agosto 2025: Una nuova aggressione sarebbe avvenuta durante una vacanza in Campania.

  • Ottobre 2025: La donna sarebbe stata nuovamente spinta, schiaffeggiata e strattonata per i capelli.

  • Vigilia di Natale 2025: L’ultimo grave episodio contestato. Mentre la vittima si trovava sul balcone di casa, sarebbe stata afferrata per i capelli e trascinata con forza all’interno dell’abitazione.

Al termine delle indagini preliminari, la Procura ha emesso un avviso di garanzia nei confronti del 56enne. L’uomo, difeso come per legge, avrĆ  ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o per chiedere di essere sottoposto a interrogatorio per fornire la propria versione dei fatti prima che la magistratura decida sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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