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PIANO COMUNALE SICUREZZA STRADALE. PER LA FIAB E’ UN PIANO A META’

L’AQUILA – La cittĆ  ha finalmente un Piano Comunale di Sicurezza Stradale (PCSS). Un documento corposo, ricco di dati e analisi tecniche che identifica 25 ā€œPunti Neriā€ dove gli incidenti si concentrano. Ma dietro le 80 pagine di statistiche emerge una domanda inquietante: questo piano può davvero salvare vite?

La risposta ĆØ:Ā un po’ sƬ e un po’ no.

Rotatorie ovunque, sicurezza a metĆ 
Il PCSS L’Aquila punta molto sule rotatorie: ben 10 sono previste nei punti più critici, per un investimento di quasi 4 milioni di euro. Sulla carta funzionano: la letteratura scientifica conferma riduzioni del 40-60% della mortalitĆ  agli incroci. Ma c’è un problema:Ā le rotatorie da sole non bastano.

Il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (PNSS) 2030 ĆØ chiaro: serve un approccio sistemico che protegga soprattutto le utenze vulnerabili – pedoni, ciclisti, bambini, anziani. Il PCSS aquilano potrebbe essere molto più efficace per queste categorie.

Zone 30: le grandi assenti
Zero chilometri di Zone 30 previsti. Eppure il PNSS le indica come intervento prioritario con efficacia ā€œ+++ā€ per la protezione di pedoni e ciclisti, capaci di ridurre mortalitĆ  e feriti gravi del 50-70%.

E attenzione: non parliamo semplicemente di abbassare il limite di velocitĆ  con un cartello. Una vera Zona 30Ā modifica strutturalmente le strade – dossi, restringimenti, chicane – per rendere fisicamente impossibile andare veloce. ƈ il concetto di ā€œstrada che si spiega da solaā€, dove l’ambiente costruito guida naturalmente i comportamenti.

L’area di Colle Sapone sarebbe la candidata perfetta:Ā 7 Punti Neri concentrati, 6 scuole, 39 incidenti in soli 4 anni, 1 morto e 47 feriti. Costo stimato? 50-80mila euro contro i 500mila di una singola rotatoria. Efficacia? Superiore per bambini e pedoni.Ā Eppure non c’è.

Strade scolastiche: un’altra promessa tradita
Il PCSS dedica ampio spazio al ā€œProgetto Colle Saponeā€ – un percorso didattico che coinvolgerebbe studenti nella progettazione degli interventi di sicurezza. Un’idea innovativa, persino citata come replicabile a livello nazionale. MaĀ il progetto rimane sulla carta: senza budget, senza cronoprogramma, senza partner formali.

E cosƬ L’Aquila continua a non avereĀ nemmeno una strada scolastica – quelle zone con accesso controllato negli orari di entrata e uscita, dove i bambini possono muoversi in sicurezza. Molte cittĆ  europee ne hanno decine, Bologna le sta moltiplicando e noi? Zero.

Attraversamenti pedonali: sicuri solo a metĆ 
Il Piano prevede nuovi attraversamenti pedonali in vari Punti Neri con illuminazione dedicata perchƩ il 17% dei morti sono pedoni, concentrati in ottobre-inverno nelle ore serali
Sono assolutamente necessarie leĀ isole salvagenteĀ centrali, come abbiamo suggerito per via Corrado IV.
Nessun riferminento alla segnaletica ad alta percezione visivaĀ presso scuole e ospedali, raccomandata esplicitamente dal PNSS
Siamo certi però che l’esempio degliĀ attraversamenti ben realizzatiĀ in Via Aldo Moro saranno seguiti.

Il paradosso delle piste ciclabili
Ed eccoci al punto più dolente. Il documento cita ripetutamente leĀ piste ciclabili protette come strumento essenziale di sicurezza stradaleĀ che il PNSS indica con efficacia ā€œ++ā€ per ridurre del 25-35% gli incidenti a chi usa la bicicletta. I dati aquilani mostrano unĀ +11% di feriti tra i ciclistiĀ negli ultimi anni – l’unica categoria in controtendenza negativa.

Eppure,Ā su 25 Punti Neri identificati, zero – ZERO – prevedono piste ciclabili.

Il PCSS indica di realizzarne in Via Mausonia ed in Via Panella.
Ma il paradosso ĆØ stridente: riconosciamo che servono per la sicurezza, abbiamo un Biciplan, ma non le realizziamo. Come se un medico diagnosticasse una polmonite e prescrivesse aspirine invece di antibiotici.
Il confronto con Bologna brucia: lƬ hanno realizzatoĀ 42 km di nuove ciclabili in 4 anniĀ nell’ambito del PCSS. Noi? Speriamo che di fronte ai 684 metri di pista in via Ficara (protetta solo per 333 metri) faremo un salto di qualitĆ  e, soprattutto, diĀ quantitĆ .

I numeri che mancano
C’è un altro problema:Ā il PCSS non fa analisi costi-benefici complete.
E con i soli interventi previsti, L’Aquila raggiungerebbe una riduzione delĀ 15% di morti e feritiĀ entro il 2030. L’obiettivo PNSS?Ā -50%. Siamo a un terzo del necessario.

C’è ancora tempo per correggere il tiro
Il Piano ha qualità innegabili: 14 anni di dati georeferenziati, analisi statistiche rigorose, schede progettuali dettagliate. È una base solida, ma servono opere inderogabili:

  1. Zona 30 pilota a Colle SaponeĀ (6-12 mesi, €50-80k)
  2. Piste ciclabili protetteĀ su almeno 2 arterie principali (18 mesi, €300-400k – finanziabili con fondi PNRR MobilitĆ  Ciclistica ancora disponibili)
  3. Strade scolasticheĀ presso i 6 istituti di Colle Sapone
  4. Attraversamenti illuminatiĀ con segnaletica ad alta percezione visiva

Il costo totale di queste realizzazioni? CircaĀ 600-800mila euro – meno di due rotatorie. L’efficacia aggiuntiva?Ā +30-35% di riduzione incidenti, portandoci finalmente in linea con gli obiettivi nazionali.

L’appello di FIAB L’Aquila
Non chiediamo privilegi per i ciclisti, chiediamoĀ sicurezza per tutti. Le piste ciclabili protette non servono solo a chi pedala: liberano le strade dalle auto, riducono l’inquinamento, salvano vite. Non aspettiamo di vedere i ciclisti senza creare strade sicure dedicate

L’Aquila ha un’opportunitĆ  importante:Ā trasformare questo PCSS da buono a eccellente. Servono coraggio politico e 600mila euro aggiuntivi. In cambio avremo una cittĆ  più sicura, vivibile, a misura di bambini e di nonni.

Il tempo stringe: i fondi PNRR hanno scadenze. I bandi PNSS 2026-2028 premieranno i piani più completi. Ogni mese di ritardo sono vite a rischio.

L’Aquila sa ricostruire dopo le catastrofi. Ora deve imparare a prevenirle.

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