PATTO PER L’ABRUZZO. VARIAZIONE DI BILANCIO ATTO CONTRO IL CONSIGLIO
L’AQUILA – āLa prima variazione al Bilancio di previsione 2026-2028 del Consiglio regionale non ĆØ un semplice atto tecnico, come si vorrebbe far credere. Ć una scelta politica precisa, grave e sbagliata, che colpisce lāautonomia del Consiglio regionale e altera lāequilibrio tra i poteri previsto dalla legge e dallo Statuto, che sottrae al Consiglio regionale oltre 3,25 milioni di euro, tra spese correnti e investimenti, senza che sia il Consiglio stesso a deciderloā,Ā la denuncia delle forze politiche delĀ Patto per lāAbruzzo.
āSi tratta di una scelta rischiosa, su cui ĆØ necessariaĀ unāistruttoria rafforzata e trasparente, che chiarisca le reali motivazioni della manovra, le alternative scartate e gli effetti concreti sullāattivitĆ dellāAssemblea e sul suo potere ā chiedono i consiglieri che illustrano – : la legge regionale n. 18 del 2001 ĆØ chiarissima, dice che il Consiglio regionale ĆØ titolare di un proprio bilancio e la sua spesa di funzionamento ĆØ obbligatoria per la Regione. Non ĆØ una concessione della Giunta, ma una garanzia democratica. Intervenire in modo cosƬ pesante e repentino sul bilancio dellāAssemblea, senza alcuna proposta dellāAssise stessa rivolta alla giunta che lo chieda o senza una modifica legislativa che lo consenta allāesecutivo, significa mettere in discussione, nei fatti, questa autonomia. Inoltre la variazione colpisce in modo miope settori strategici e sensibili: si registra, in primo luogo, lāazzeramento del finanziamento per borse di studio, dottorati di ricerca e assegni di ricerca (ā 100.000 euro), penalizzando cosƬ, direttamente, il sostegno alla formazione avanzata e alla ricerca; quasi azzerate le risorse riconducibili alla legge regionale n. 55/2013 in materia di cultura con 400.000 euro complessivi di tagli; si batte cassa anche sulĀ fondo destinato alle misure di sostegno al pendolarismo nelle aree svantaggiate che sarĆ alleggerito di ben 150.000 euro, pari a circa il 50% dello stanziamento. A queste si aggiungono ulteriori contrazioni su capitoli funzionali che riguardano con lāattivitĆ quotidiana: si tagliano 65.000 euro alle manutenzioni ordinarie delle sedi e ben 160.000 per le utenze elettriche. Altro che razionalizzazione: qui siamo di fronte a un arretramento secco. Tagliare gli investimenti non produce risparmi strutturali, ma rinvia problemi e genera costi maggiori domani. E tagliare su cultura, ricerca e servizi significa colpire direttamente lāinteresse pubblico, la comunitĆ , giĆ tassata per il deficit sanitario 2024 e 2025. Ć inaccettabile che il bilancio del Consiglio venga utilizzato comeĀ strumento di compensazione delle difficoltĆ finanziarie dellāesecutivo, in particolare a fronte delle irrisolte criticitĆ del comparto sanitario. Se la Giunta ĆØ in difficoltĆ , se ne assuma la responsabilitĆ politica. Non può scaricarla sul Consiglio regionale, trasformando lāautonomia finanziaria dellāAssemblea in un principio vuoto, buono solo sulla carta.Ā Non accetteremo che il Consiglio regionale venga ridotto a una mera articolazione amministrativa della Giunta, come fosse un dipartimento qualsiasi. Lāautonomia del Consiglio non ĆØ un privilegio: ĆØ una garanzia per i cittadini abruzzesi e per la qualitĆ della nostra democrazia. Su questo punto non faremo alcun passo indietroā.



