CONSIGLIO REGIONALE, TAGLI PER 2,2 MILIONI. OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO: “AZZERATI PROGETTI E FUTURO”
Una manovra di “riorientamento forzato” o un “colpo di mannaia” che mette a rischio l’attività dell’ente? La Commissione consiliare “Bilancio, Affari Generali e Istituzionali” ha affrontato oggi un’audizione cruciale sulla prima variazione al bilancio di previsione 2026-2028 del Consiglio Regionale. I vertici amministrativi, la direttrice della Direzione Amministrativa, Michela Leacche, e il dirigente del Servizio Risorse Finanziarie e Strumentali, Marco Polidoro, hanno illustrato i tagli imposti dai minori trasferimenti regionali, pari a circa 3,25 milioni di euro.

Una “doverosa” variazione in diminuzione Michela Leacche ha chiarito che si tratta di una “doverosa variazione del bilancio in diminuzione” per ripristinare l’equilibrio, a causa dei ridotti trasferimenti disposti dalla legge di bilancio regionale. Nello specifico, si parla di 1,8 milioni di euro in meno per le spese in conto capitale e circa 1,4 milioni di euro sulle spese correnti.
Grazie a maggiori entrate da interessi su crediti attivi, per circa 368.000 euro, il taglio complessivo è stato “contingentato” a 2,2 milioni di euro. Ciononostante, le cifre restano “assolutamente importanti”, con il quasi azzeramento delle spese di investimento, lasciando solo 345.000 euro per le manutenzioni ordinarie e una riduzione significativa delle spese correnti non obbligatorie.
Il dottor Polidoro ha descritto il lavoro di rimodulazione come un “riadattamento” concentrato sulla copertura delle spese di natura obbligatoria, lasciando risorse “decisamente limitate” per le altre iniziative del Consiglio. “È un bilancio che ha ben poco da poter aggiungere, non c’è la minima varianza programmatoria”, ha sottolineato, evidenziando la natura reattiva dell’operazione.

L’allarme dell’opposizione: “Cosa non faremo?” Le parole della dirigenza hanno immediatamente innescato la reazione dei consiglieri di opposizione. Francesco Taglieri (M5S) ha espresso preoccupazione: “Diventa difficile comprendere questo taglio su che tipo di attività impatta, quali scelte verranno fatte. Mi piacerebbe sentirvi osservare cosa non faremo e in che modo impatterà sull’attività del Consiglio”. Taglieri ha chiesto di recuperare le risorse durante l’anno per non intaccare il “merito istituzionale” dell’ente.
Silvio Paolucci (Pd) ha ricordato come l’opposizione avesse già votato contro questa variazione in Ufficio di Presidenza, sostenendo che il bilancio della Giunta avesse “tagliato una somma intorno ai 3,2 milioni” non solo per l’anno in corso, ma anche per gli anni a venire. Ha chiesto chiarimenti sui tagli agli investimenti, in particolare per l’Auditorium dell’Emiciclo, e sulle prescrizioni della sovrintendenza per la “famosa vela” al suo interno. Paolucci ha inoltre sollevato la questione di un impegno del Presidente del Consiglio regionale per il reintegro di parte dei fondi in un successivo Consiglio, chiedendo tempi e modalità.
Infine, il consigliere del Pd ha incalzato sulla riduzione relativa al salario accessorio dei dipendenti del Consiglio, una voce tagliata di 100.000 euro. Ha chiesto a che punto sia l’interlocuzione con il Ministero per risolvere il nodo giuridico che impedisce l’applicazione di una norma statale che permetterebbe di incrementare il fondo, un problema che “va avanti da tantissimi mesi”.
La risposta tecnica: tagli “chirurgici” e speranze di recupero La direttrice Leacche ha risposto partendo proprio dal tema del salario accessorio. Ha confermato il taglio di 100.000 euro da un capitolo destinato al fondo per le risorse decentrate, spiegando che la somma era stata allocata in attesa di risolvere il nodo giuridico sull’applicazione di una norma (D.L. 25-2025) che permetterebbe di incrementare il fondo. “Il Consiglio regionale, in base ad una disposizione della Legge 40, recluta in base al regime del turnover e questo costituisce un impedimento di carattere squisitamente giuridico”, ha spiegato. Una richiesta di parere al MEF non ha ancora avuto risposta, ma il Presidente avrebbe sollecitato direttamente il Sottosegretario. Leacche ha garantito “un impegno serio” a reperire le risorse in futuro, qualora il nodo giuridico dovesse essere sciolto.
Sui principali tagli, la direttrice ha citato la riduzione dei contributi per eventi organizzati dal Consiglio, la retribuzione prevista per la nomina di un secondo magistrato della Corte dei Conti (che a questo punto non sarà nominato), e limature sulle spese di funzionamento e sui capitoli energia e vigilanza. Riguardo al possibile reintegro dei fondi, ha parlato di un “pour parler” con il direttore della Giunta regionale, ma ha specificato: “Ad oggi io non posso dire che abbiamo comunque elementi di certezza che ci potessero portare ad operare già una seconda variazione in aumento in questo momento”.

Il dottor Polidoro, definendosi scherzosamente “più un boia che un chirurgo”, ha precisato che i 345.000 euro rimanenti per gli investimenti saranno destinati esclusivamente alle “manutenzioni di natura ordinaria e straordinaria che richiedono le sedi del Consiglio regionale”, citando esempi come la pavimentazione del terrazzo dell’Emiciclo e le infiltrazioni d’acqua nella Presidenza. Ha ammesso che molti interventi programmati in precedenza sono stati “cancellati dalla programmazione”, come il progetto di una sala multifunzionale significativa nel Palazzo di Giustizia e l’ipotetica realizzazione di una nuova sala consiliare. “Oggi non abbiamo contezza dell’importo specifico, ma tutta questa attività verrà a meno”, ha sentenziato.
Anche le spese correnti sono state “castigate”, ha aggiunto Polidoro, dando priorità solo a quelle obbligatorie (contratti e servizi già stipulati). Ha rivelato una “rimodulazione della gestione degli spazi esterni” per abbattere i costi legati ad eventi e ospitalità, che generavano oneri aggiuntivi per vigilanza, pulizie e personale straordinario. Le risorse per i contributi (la “55”) sono state azzerate, mantenendo solo quelle del 2025 relative a bandi già in corso.
In sintesi, la Commissione ha delineato un quadro di stretto rigore finanziario, dove la pianificazione a lungo termine cede il passo alla gestione dell’urgenza, in attesa di eventuali spiragli per il recupero di risorse e la risoluzione di complessi nodi giuridici. Le audizioni hanno evidenziato la gravità dei tagli e l’impatto potenziale sull’operatività del Consiglio, alimentando il dibattito politico sulle priorità e sul futuro dell’ente.



