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L’AQUILA CAPITALE CULTURA CITTADINI POCHI PERIFERIA ZEPPA DI SUPERMERCATI

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – Capitale della cultura ĆØ un titolo che va riempito di contenuti. Diversamente resta un titolo, pur prestigioso, ma vuoto. Il campanile della cittĆ  sulla realtĆ  dei fatti, ha incominciato a far sentire i primi rintocchi. Le piazze sono vuote. Il Terminal di Collemaggio un deserto senza persone che viaggino. I soldi del Pnrr tra un po’ spariranno. I nostri giovani continuano ad emigrare. Il lavoro manca. I negozi del centro storico chiudono. Le edicole non esistono più. Il parcheggio in construzione su Viale della Croce Rossa (rivisitato dall’assessore alle ruspe) avrĆ  quasi la metĆ  degli stalli previsti, con costi quasi triplicati. Le frazioni sono abbandonate a se stesse. I progetti CASE si stanno sfaldando, quando qualcuno non dĆ  fuoco a quelle giĆ  vuote da tempo. La programmazione politica di otto anni di governo della cittĆ  da parte delle giunte Biondi sta Ā desertificando il centro storico privandolo di residenti. Tutti questi elementi oggettivi, negli ultimi giorni, sembra abbiano fatto breccia tra alcuni politici locali. Mentre di fronte a fatti concreti e inoppugnabili, alcuni tifosi da tastiera, con linguaggio da trivio (massima espressione culturale per L’Aquila capitale della cultura), si scagliano contro chi evidenzia questa realtĆ . Se non cambia orchestra e musica, L’Aquila, giĆ  contestata dalla costa come capoluogo di regione, tra qualche tempo sarĆ  solo una bella cittĆ  di pietre bianche, senza residenti e con una periferia zeppa di supermercati e rotonde in serie.

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