VITO MANCUSO: LA STUPIDITA’ COME MANCANZA DI UMANITA’
Oggi, 4 febbraio, nasceva 120 anni fa #DietrichBonhoeffer. Teologo luterano, tra i più importanti teologi del 900, la mia vita a lui deve tantissimo. Senza “Resistenza e resa” non sarei quello che sono. Da lui ho imparato che amore di Dio e amore del mondo idem sunt. Venne ucciso per impiccagione il 9 aprile del 1945 dietro ordine di Hitler, che qualche giorno dopo si sarebbe suicidato. Il suo amore per Dio l’aveva reso logicamente antinazista e collaboratore della Resistenza. Oggi ne celebro l’anniversario della nascita con gioiosa e intima riconoscenza.
«Secondo Bonhoeffer «la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità». Infatti, mentre contro il male è possibile difendersi e protestare, contro la stupidità «non abbiamo difese», perché a differenza del malvagio lo stupido «si sente completamente soddisfatto di sé». Per questo, continuava il teologo, è completamente inutile cercare di persuaderlo tramite argomentazioni; anzi, argomentare può diventare pericoloso perché quel tipo di persona «passa con facilità rabbiosamente all’attacco». Per riuscire in qualche modo a limitarne i danni, l’unica soluzione è conoscere l’essenza della stupidità. E a questo riguardo Bonhoeffer presenta un pensiero decisivo: sostiene che la stupidità è «essenzialmente un difetto che interessa non l’intelletto ma l’umanità di una persona». La stupidità, cioè, non contrassegna una persona incapace di capire, come si è solitamente portati a pensare; no, contrassegna una persona incapace di essere umana. Prova ne sia, argomenta Bonhoeffer, che vi sono persone molto dotate dal punto di vista intellettuale che sono stupide, e altre intellettualmente modeste che non lo sono affatto».
*Filosofo e scrittore




