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SULMONA, L’INCUBO DI UNA COPPIA A “LA VITA IN DIRETTA”: INDAGATO ANCHE UN 17ENNE

Un caso di cronaca che ha dell’incredibile quello documentato dalle telecamere de “La Vita in Diretta”. A Sulmona, una disputa tra vicini di casa è degenerata in quella che viene descritta come una vera e propria persecuzione familiare. Dopo le denunce contro il nonno, il padre e il figlio maggiorenne, ora anche un ragazzo di 17 anni è finito nel registro degli indagati, portando a tre le generazioni coinvolte in accuse di stalking e violenza.

Una “polveriera” a Sulmona

​Il servizio ha ricostruito la drammatica quotidianità di Nadia e Agostino, una coppia che da anni vive nel terrore. “Non ti avvicinare, non ti avvicinare!”, si sente urlare in uno dei tanti filmati mostrati in trasmissione. Le accuse sono pesanti: pedinamenti, minacce di morte e aggressioni fisiche.

​Nadia ha raccontato ai microfoni di Rai 1 l’ultimo episodio che ha coinvolto il minore: “Il 19 luglio mi ha seguito con l’automobile nell’isola ecologica minacciandomi, e sono dovuta scappare”. La donna ha inoltre mostrato i segni di un’aggressione passata: “Con violenza mi ha tirato un pugno; mi hanno riscontrato una lesione alla cervicale”.

Accuse incrociate e droni

​Il servizio evidenzia come la tensione sia palpabile tra le due abitazioni, distanti appena 100 metri. La difesa della famiglia accusata è affidata a Michelina (moglie, madre e nonna degli indagati), la quale sostiene che la realtà sia opposta: “Sono Agostino e Nadia a provocare”. Secondo la donna, la coppia perseguitata userebbe costantemente i cellulari per riprendere i familiari e avrebbe persino acquistato un drone per spiarli dall’alto.

Il fronte giudiziario

​La giustizia sta seguendo diverse strade per fare luce sui fatti di Sulmona:

  • Il nonno (75 anni) e il nipote (18 anni): saranno sottoposti a perizia psichiatrica e processati con rito abbreviato.
  • Il padre (52 anni): la decisione del GIP sulla sua posizione è attesa per l’11 febbraio.
  • Il minore (17 anni): è indagato dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila per minacce, pedinamenti e inseguimenti.

​Una vicenda che, come sottolineato nel servizio, ha trasformato una via di Sulmona in un campo di battaglia mediatico e legale.

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