LE STRUMENTALIZZAZIONI NON REGGONO: TORINO GLI STADI E LA VIOLENZA GIOVANILE
di Giosafat CapulliĀ
LāAQUILA ā Approfittare di eventi di massa per esercitare violenza contro persone e cose, ĆØ triste consuetudine di ieri e di oggi. Morti ammazzati negli stadi da cosiddetti tifosi (ultras); intorno agli impianti sportivi guerriglia urbana continua contro le forze dell’ordine. Violenza anche nei commenti sui social per una partita persa o pareggiata: espressioni da trivio,Ā cariche di violenza verbale gratuita e cieca. Idem per le manifestazione di protesta. Si infiltrano, si staccano dal corteo allāimbrunire e giù mazzate a chi capita, in primis agli appartenenti alle forze dellāordine. Sociologicamente i violenti del pallone vengono quasi tollerati dallāopinione pubblica, perchĆ© il calcio sarebbe ālo sfogatotio naturale del disagio sociale”; le violenze che sporcano le pacifiche manifestazioni di protesta di masssa, invece, fanno crecere nellāopinione pubblica lāidea e il bisogno di un giro di vite poichĆ© ritenute espressioni ideologiche di parte. La politica non andrebbe confusa con un manipolo di delinquenti che se ne servono per scaricare sulla societĆ le loro frustrazioni personali e di gruppo. Come vanno inquadrati nella categoria dei delinquenti i cosiddetti ultras che devastano, accoltellano e ammazzano prima e dopo ogni incontro di calcio. Sono semplicemente tutti delinquenti che si servono di fenomeni sociali (calcio o manifestazioni che siano) per distruggere la passione sportiva e il sacrosanto diritto pacifico al dissenso. Delinquesti e criminali. Questo sono. Ā Ā




