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FAUNA SELVATICA FUORI CONTROLLO: CONFAGRICOLTURA L’AQUILA CHIAMA LA REGIONE ALLE RESPONSABILITÀ

L’AQUILA – Incidenti stradali sempre più frequenti, danni ingenti alle colture e una crescente insicurezza nelle aree interne. Confagricoltura L’Aquila torna a denunciare una situazione ormai fuori controllo nella gestione della fauna selvatica in Abruzzo, chiedendo alla Regione decisioni immediate e non più rinviabili.

L’ennesimo episodio si è verificato ieri nel tardo pomeriggio lungo la strada provinciale in località Colle Pietro, tra Popoli e Navelli. Un incidente causato da cervi sulla carreggiata ha coinvolto Maurizio Ciccone, imprenditore agricolo e componente del direttivo di Confagricoltura L’Aquila. Un animale si è schiantato contro l’auto, seguito da un secondo esemplare comparso subito dopo. Il mezzo ha riportato gravi danni e il conducente alcune escoriazioni al volto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Navelli.

“Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna – ha dichiarato Ciccone – perché qui non si parla più solo di danni economici, ma di vite umane messe ogni giorno a rischio”. L’imprenditore ha ricordato di essere entrato nel Comitato di gestione dell’ATC di Barisciano e di essersi visto costretto, pur non essendo cacciatore, a munirsi di patentino e fucile per difendere le proprie aziende agricole.

Secondo Confagricoltura L’Aquila non si tratta di episodi isolati, ma di un’emergenza strutturale segnalata da tempo con atti formali, proposte tecniche e iniziative pubbliche, rimaste però senza risposte operative. A confermarlo sono anche i dati ISPRA: nel solo 2024 i danni causati dalla fauna selvatica ammontano a circa 24 milioni di euro alle colture, 2,8 milioni per le predazioni e 19,5 milioni di euro per incidenti stradali, cifre considerate sottostimate.

L’organizzazione agricola riferisce di aver rappresentato più volte la gravità della situazione all’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, senza che siano seguite decisioni concrete o tempi certi.

Critico anche Alessandro Tamburro, componente del direttivo, secondo cui “gli abbattimenti simbolici non risolvono il problema”. Per Confagricoltura servono invece piani strutturali di gestione, con priorità all’agricoltura, prelievi destinati al macello e la possibilità di commercializzare la carne in un sistema controllato. Sulla stessa linea Erminio Pensa, presidente dei Giovani Agricoltori, che invoca un cambio di approccio e accusa il peso eccessivo delle lobby animaliste.

Accanto alla denuncia, Confagricoltura L’Aquila ribadisce di aver avanzato soluzioni operative, come gruppi di lavoro dedicati, monitoraggi notturni con droni e interventi mirati sulla sicurezza stradale. Ora chiede l’immediata apertura di un tavolo operativo. In assenza di risposte, avverte l’organizzazione, la mobilitazione verrà rafforzata, perché in gioco non c’è solo una vertenza di categoria, ma la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle imprese agricole.

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