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GUERRA DELLA TASSA SULLA GRONDAIA: I SINDACI PELIGNI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI BONIFICA

È una vera e propria dichiarazione di guerra quella che i sindaci del comprensorio peligno hanno lanciato contro i vertici del Consorzio di Bonifica Interno Bacino Aterno-Sagittario. Al centro dello scontro, la discussa “tassa della grondaia” e l’improvviso aumento dei canoni irrigui, decisioni che hanno scatenato una reazione corale e durissima da parte dei primi cittadini di Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Bugnara, Roccacasale, Vittorito e Prezza. In un documento congiunto che non lascia spazio a mediazioni, gli amministratori locali esprimono “profonda delusione e ferma condanna” per la revoca unilaterale della sospensione del contributo consortile, un impegno che il presidente del Consorzio avrebbe assunto pubblicamente davanti ai territori e che oggi appare clamorosamente disatteso.

La frattura istituzionale è totale: i sindaci contestano non solo il merito dei provvedimenti, ma anche il metodo, parlando di una “grave lesione del rapporto di fiducia”. Secondo il Consorzio, il ripristino della tassa per gli anni 2025 e 2026 sarebbe da imputare al mancato intervento della Regione Abruzzo, una giustificazione che i primi cittadini rispediscono al mittente definendola “giuridicamente e istituzionalmente inaccettabile”. La tesi dei Comuni è chiara: la Regione non ha obblighi nel coprire scelte gestionali del Consorzio e un ente pubblico non può usare la sospensione di un tributo come “leva politica” per ottenere fondi, congelandolo per poi riproporlo ai cittadini su due annualità consecutive.

Sul fronte tecnico-giuridico, la battaglia promette di spostarsi presto nelle aule di tribunale. I sindaci ricordano infatti che, per legge, il contributo consortile è dovuto solo a fronte di un beneficio “diretto, concreto e specifico” per l’immobile. Imporre un pagamento sulla mera titolarità della proprietà, specialmente a chi non riceve alcun servizio effettivo, viene considerato un abuso. A questo si aggiunge la scure del rincaro del 10% sui canoni irrigui, una misura definita illegittima perché dettata esclusivamente da “esigenze di bilancio” dell’ente e non da un reale miglioramento dei servizi erogati agli agricoltori e alle imprese del territorio.

Le conclusioni del comunicato sono un ultimatum senza precedenti. I rappresentanti di Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Bugnara, Roccacasale, Vittorito e Prezza chiedono il ritiro immediato delle delibere e, soprattutto, invocano le dimissioni formali del presidente del Consorzio, ritenuto responsabile della rottura istituzionale. In assenza di un passo indietro, i Comuni sono pronti a dare battaglia attraverso ricorsi legali a tutela di cittadini e imprese, decisi a non accettare più quello che definiscono come l’imposizione di “balzelli calati dall’alto” che colpiscono indiscriminatamente l’economia locale.

Un commento su “GUERRA DELLA TASSA SULLA GRONDAIA: I SINDACI PELIGNI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI BONIFICA

  • Ma quante sciocchezze da questi Sindaci e di un rappresentante regionale.
    Non sanno o ignorano che i Consorzi sono enti pubblici deliberati dalla Regione Abruzzo?

    Del tavolo tecnico-istituzionale ESALTATO SOTTO LE ELEZIONI, ne HA/avete perso traccia?

    NON INSULTATE ULTERIORMENTE I CITTADINi, FATELO TRA DI VOI!

    Risposta

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