E pensare che c'era il pensieroHomeIn-Evidenza AvezzanoIn-Evidenza L'AquilaPolitica AvezzanoPolitica L'Aquila

PROSPEROCOCCO: “A TORINO CRIMINALITA’ POLITICA. VICINI ALLE FORZE DELL’ORDINE”

di Massimo Prosperococco 
L’AQUILA – Torino, una ferita per la democrazia.
Le immagini del poliziotto massacrato a martellate e calci durante la guerriglia scoppiata a Torino, nel corso del corteo per Askatasuna, sono di una violenza inaudita, brutale, inaccettabile.
Non esiste alcuna giustificazione possibile davanti a scene del genere.
Chi colpisce un uomo a terra, chi usa martelli, chi agisce in branco non è un manifestante. È violenza organizzata. È criminalità politica.
Essere oggi vicini alle forze dell’ordine non è una posizione di facciata, ma una scelta chiara a difesa della democrazia.
Colpire chi garantisce l’ordine pubblico significa colpire lo Stato di diritto e trasformare le piazze in campi di battaglia.
Questa violenza non è diversa da quella fascista.
Ha la stessa logica: intimidire, colpire, imporre il silenzio attraverso la forza.
Cambiano le bandiere, non il metodo.
Non esiste antifascismo se si pratica la violenza.
Non esiste conflitto politico quando si arriva al linciaggio.
Non esiste giustizia se si accetta la barbarie come strumento.
Chi agisce così distrugge ogni causa che dichiara di difendere.
E chi minimizza, giustifica o tace si assume una responsabilità politica grave.
Solidarietà piena al poliziotto aggredito.
Condanna totale e senza attenuanti di quanto accaduto a Torino.
La democrazia non si difende con i martelli.
Si difende con le idee.
E con il rispetto delle persone.

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