PROGRAMMA OPERATIVO SANITARIO 2026/2028. LA POSIZIONE DELLA CGIL ABRUZZO-MOLISE
PESCARA – āIeri cāĆØ stata la presentazione del Programma Operativo Sanitario 2026/2028 da parte dellāAssessorato alla SanitĆ . Le slide proiettate rappresentavano unāestrema sintesi per punti del programma sul quale sarĆ possibile esprimere una valutazione compiuta di merito solo quando si avrĆ disponibile lāatto approvato dalla Giuntaā. Lo affermano Carmine Ranieri, Luca Fusari e Maria Piccone, secondo cui ādalle slide ĆØ possibile comunque esprimere delle prime parziali riflessioniā.
āInnanzitutto – dicono – ĆØ positiva la previsione del ripristino del fondo del salario accessorio del personale sanitario a seguito della mobilitazione effettuata da Cgil e Uil, ma si coglie lāinvito alla prudenza dellāassessore VerƬ, ovvero di aspettare lāapprovazione del Programma Operativo da parte della Giunta regionale prima e del tavolo di monitoraggio nazionale poi, affinchĆ© tali somme siano effettivamente esigibiliā.
I sindacalisti ricordano, poi, come āle somme del Decreto Calabria rappresentino le risorse aggiuntive di competenza regionale a differenza della remunerazione di altre indennitĆ , come quella degli operatori dei Pronto Soccorso, che sono decise a livello nazionale e rispetto le quali le Regioni decidono solo i criteri di ripartizioneā.
āEā importante che la razionalizzazione del personale amministrativo delle Asl, richiamata dallāAssessore, non si tramuti in una perdita di efficienza gestionale amministrativa delle Aziende stesse o a un utilizzo improprio dei professionisti sanitari per ricoprire vacanze in organico – sottolineano i sindacati – cosƬ come la previsione di fare accordi di confine con tutte le regioni, come previsto nel Programma, al fine di diminuire la mobilitĆ passiva non deve tramutarsi in una violazione della libertĆ di scelta del paziente su dove curarsi.ā
Gli accordi di confine, spiegano i sindacalisti, āsono gli accordi fatti con le altre regioni per individuare un tetto alla spesa alle prestazioni sanitarie erogate dalle rispettive Asl.ā A tal proposito la Cgil evidenzia che āper ridurre la mobilitĆ passiva si dovrebbero, innanzitutto, innalzare i livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sanitarie regionaliā.
Una novitĆ presente nel programma, che ĆØ da valutare nel merito, ĆØ la previsione di uno studio per la eventuale implementazione dellāAzienda Zero: āLāAzienda zero, ha spiegato lāassessorato, ĆØ giĆ esistente in alcune regioni e consiste nel prevedere la gestione amministrativa/gestionale comune alle Asl da parte di unāunica azienda regionale. A proposito, come Cgil, abbiamo dato la nostra disponibilitĆ a confrontarci nel merito della proposta che, eventualmente, sarĆ inviata alle organizzazioni sindacaliā.
āAbbiamo ribadito – chiosano i sindacalisti – la disponibilitĆ a confrontarci nel merito delle proposte e a dare il nostro contributo in modo schietto e sincero avendo come unico fine la tutela del servizio pubblico nazionale e il diritto dei cittadini ad avere delle effettive prestazioni a tutela della loro salute.ā
Il Segretario GeneraleĀ Cgil Abruzzo Molise
Carmine Ranieri
La Segretaria Generale Fp Cgil Medici Abruzzo Molise
Maria Piccone
Il Segretario GeneraleĀ Fp Cgil Abruzzo Molise
Luca Fusari



