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VALLE PELIGNA ALL’ORA DEL TRAMONTO!

di Luigi Liberatore

Non me la sento di partire dall’inizio della faccenda sennò chi legge cambia strada e non si appassiona all’argomento, sicché introduco subito l’affare dicendo che i tre consiglieri regionali, Scoccia, Rossi e La Porta, di cui mi sembra superfluo citare i nomi, hanno raggiunto lo scopo di istituzionalizzare una pubblica inchiesta sul realizzando impianto di trattamento dei rifiuti a Sulmona, il famigerato Get Energy. Ovviamente l’inchiesta è di natura politica trattandosi di iniziativa resa possibile dalla Commisione regionale Ambiente che di fatto, però, blocca ogni ulteriore passaggio tecnico. Non vi riferisco le dichiarazioni di esultanza rese da Marianna Scoccia e da Maria Assunta Rossi, quasi avessero sventato un proditorio attacco alla Valle peligna, ritenendo,  invece, l’assenso  di Antonietta La Porta un rispettabile silenzio di pudore. Non sarò simpatico a tanti, compresi i nostri politici, nel ritenere tuttavia che il fermo imposto al progetto sia un cedimento alle fumose pretese apodittiche del piccolo esercito di ambientalisti che sopravvive a Sulmona e non anche a valutazioni di natura sostanziale. Sull’argomento si sono posti con la loro solidità culturale e professionale i medici che mantenendo fede alle loro convinzioni non hanno sbarrato la strada all’impianto ex scientia perché non perseguono altri interessi se non la salvaguardia della salute pubblica. E in verità non c’è in gioco una violazione del diritto alla salute con la installazione dell’impianto a Sulmona il quale viene presentato impunenente come un inceneritore. A qualche chilometro di distanza, in una vallata del Molise, a Pettoranello, entrerà in funzione  tra una manciata di mesi un impianto con tecnologia di pirolisi per il riciclo delle plastiche le cui caratteristiche non sono dissimili se non associabili a quelle di Get energy. Voglio dire che in Molise non sono votati al suicidio. O ancora, che la Valle peligna non va gestita sugli umori di un ambientalismo esasperato che se tacita le coscienze non alimenta, però, le indicazioni ad investire come forma di  speranza. È facile dichiarare off limits il territorio, come fanno in questa circostanza le tre rappresentanti regionali, nel mentre si chiede quali aperture industriali o commerciali prospettino nell’immediato per rimediare allo stop a Get energy che non porta tanti posti di lavoro ma intanto non apre nemmeno le porte dell’inferno, cosicché i politici che l’avversano in punto di diritto facciano conoscere in punto di fatto una plausibile alternativa. Dire di no ad un insediamento industriale è facile perché è troppo semplice erigere staccati sensibili per la pubblica opinione come quelli di natura ambientale. Tuttavia c’e un obbligo da cui non si può derogare: cioè scegliere per Sulmona e la Valle peligna un futuro dinamico e industriale con pedaggio da pagare, oppure gestire un tramonto che finisce per avvolgere nel torpore vecchi e giovani. Mi sembra che in questa faccenda Marianna Scoccia, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta stiano ancora facendo apprendistato come tre anime non battezzate…

6 commenti riguardo “VALLE PELIGNA ALL’ORA DEL TRAMONTO!

  • Ma guardati intorno e informati su ambiente e salute .
    Poi forse potrai prendere una decisione a te consona.
    Deridere e scherzare su certe cose non fa’ bene a nessuno.
    Comunque i tre consiglieri fanno proprio ridere i polli.

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  • Iniziativa politica a parte sulla quale non intendo esprimermi, ci
    calcoli il livello di inquinamento totale che si avrebbe con questa altra grande opportunità ripudiata sempre tenendo conto della nostra situazione orografica, faccia l’esempio di prospettive economiche reali e duratute che si aprirebbero, di nuovi insediamenti industriali possibili, di tutti i benefici correlati sennò sta facendo il bastian contrario pour parlere anche lei e ci fai dare ragione all’
    ultimo avamposto ambientalista peligno che
    almeno afferma il reale, ovvero quello che sta accadendo sotto gli occhi e naso di tutti:
    che l’ idea di futuro della valle peligna che si ha è essere un’immondezzaio. (il ché potrebbe non essere del tutto negativo se si punta al turismo della memoria (quello volto al tour degli
    scempi: Aushwitz -Birchenau- visita guidata e pranzo in hotel facoltativo insegnano).

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    • L’apostrofo dell’immondezzaio lo cestini. (Mannaggia, gli immondezzai servono, bisogna ammetterlo, ma c’è un limite a tutto).

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      • A parte gli apostrofi bisognerebbe pensare a un futuro sostenibile, altrimenti i pochi giovani rimasti andranno via.
        Del resto chi vivrebbe in una valle inquinata se accettiamo di tutto.
        Forse le nostre prime donne? Ci sono altre strade da percorrere economicamente valide.

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  • Robin hood

    Questa visione “crepuscolare” sul destino da lei proposto per la Valle Peligna mi fa pensare che lei non abbia figli e nipoti per i quali lottare per un futuro ambientale migliore . D’altra parte la foto di questo articolo è molto eloquente : sembra l’epilogo da lei auspicato. Mamma mè !!!

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  • Robin hood

    …. non ereditiamo la Terra dai nostri antenati , la prendiamo in prestito dai nostri figli !!!! ( aforisma indiano Soux )

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